Motori, avventura e droga: Stefano Accorsi è Loris in "Veloce come il vento" - VIDEO

30 marzo 2016 ore 19:14, Micaela Del Monte
'Veloce come il vento', film di Matteo Rovere in circa 300 sale dal prossimo 7 aprile (dopo l'anteprima mondiale il 4 aprile a Bari al Bifest), prodotto da Fandango e Rai Cinema, è stata una vera prova di recitazione per Stefano Accorsi

L'attore emiliano infatti interpreta un ruolo inedito, quello di un drogato 45enne, "un sopravvissuto", ex pilota di rally eroinomane e un po' disadattato. Accorsi è Loris De Martino, ex campione che a seguito di un incidente si è ritirato e vive in un camper insieme alla compagna, entrambi drogati e disperati. Alla morte del padre, proprietario di una scuderia in cui corre la figlia Giulia (l'attrice e cantante Matilda De Angelis), Loris cerca di entrare nella casa del genitore dalla quale manca da 10 anni ma si scontra con la volontà della sorella, minorenne, che vuole proteggere anche il fratellino Nico. La necessità di lottare per il titolo della campionato Gt, il cui fallimento comporterebbe la perdita della casa paterna, avvicina i due fratelli che scopriranno sentimenti ed emozioni da tempo sopiti. Un personaggio insolito, di sicuro tra i più iconici finora interpretati da Accorsi sul grande schermo: per dargli vita ha perso 11 chili, ha messo per giorni la sveglia alle 3 di mattina per sembrare più emaciato, oltre a farsi crescere i capelli. 
Motori, avventura e droga: Stefano Accorsi è Loris in 'Veloce come il vento' - VIDEO
"Un mondo avventuroso con delle regole specifiche", ha sottolineato il regista, che "in realtà è una scatola narrativa per raccontare l'affetto tra due fratelli che si ritrovano e ritrovano il senso del loro stare insieme attraverso una grande avventura fatta di motori, inseguimenti, gare e incidenti. Veloce come il vento trae ispirazione dalla realtà - ha raccontato Rovere, che del film è anche sceneggiatore con Filippo Gravino e Francesca Manieri - Ho sempre avuto voglia di fare un film d'azione che fosse emozionante ma anche d'intrattenimento". Sceneggiatura ispirata in parte alla vera storia di Carlo Capone, stella del rally che nel 1984 vinse il campionato europeo, poi messo ai margini dalla Lancia per il difficile carattere e finito nel baratro della droga e della disperazione.

"È raro imbattersi in copioni di questo tipo, con un livello di scrittura così preciso. Copioni in grado di mescolare una struttura di genere e storie così profondamente umane, con dinamiche particolari certo, ma comunque non lontane dalla quotidianità di molti rapporti familiari" ha invece detto Accorsi. "Poi c'è l'aspetto del mio personaggio legato alla droga. Loris è un sopravvissuto, uno che è ancora vivo a 40-45 anni dopo che si fa di eroina da tempo. Abbiamo affrontato la tossicodipendenza in maniera specifica, per quel determinato personaggio: è un pilota, abituato a gestire situazioni estreme, a correre a 300 all'ora, a camminare su un cornicione. Ma ha anche una grande fame di vita - ha concluso-. Per lui vale quello che è il detto di molti piloti: se hai tutto sotto controllo quando corri, vuol dire che stai andando piano".
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