Randagismo senza regole: Legambiente lancia allarme e decalogo

30 marzo 2016 ore 19:15, Micaela Del Monte
Il randagismo rimane un fenomeno grave e in alcune regioni decisamente persistente. Non esiste una metodologia condivisa, una politica strategica a livello nazionale, una normativa che contribuisca al diffondersi delle migliori esperienze e delle best practices. L'anagrafe canina viene utilizzata solo dai più responsabili; mancano i controlli e adeguate campagne di sterilizzazione degli animali. Chi adotta consapevolmente un animale, affronta anche divieti normativi, difficoltà negli spostamenti e costi sostenuti.

Una situazione non proprio rassicurante portata alla luce da 'Animali in città' di Legambiente, il V rapporto che raccoglie ed elabora i dati forniti dalle amministrazioni comunali capoluogo di provincia e dalle aziende sanitarie locali rispetto alle politiche relative agli animali d'affezione e, in generale, per la migliore convivenza in città con animali padronali e selvatici. Per questo le amministrazioni comunali e aziende sanitarie locali spendono 248.654.053,08 euro
Randagismo senza regole: Legambiente lancia allarme e decalogo
E in questo scenario, Terni e Modena hanno le migliori performance fra i Comuni che hanno attivato l’assessorato o un ufficio dedicato agli animali mentre a Savona e Brescia ci sono le Asl più attente fra quelle che hanno almeno il canile sanitario o l’ufficio di igiene urbana veterinaria. 
 
In Italia, secondo il rapporto illustrato da Legambiente e dai rappresentanti dei veterinari, viene sterilizzato un cane ogni cinque che arriva nei canili e un gatto ogni otto nelle colonie. I cani registrati all’anagrafe sono 7.715.817 (uno ogni 9 cittadini) con Terni che ne ha uno ogni 3,5 abitanti e Avellino uno ogni 722. Stessa situazione per i gatti nelle colonie: uno ogni 12,5 abitanti ad Arezzo mentre ad Asti diventano uno ogni 1.913. I cittadini di Bolzano e Lucca sono i più sensibili all’adozione degli amici a quattro zampe nei canili mentre nelle aziende sanitarie di Frosinone e Ancona per ogni nuovo ingresso trovano felice sistemazione due esemplari. Maglia nera a Trapani, una sistemazione ogni 30 nuovi ingressi. 
 
Portare a spasso un cane a Taranto è complicato visto che c’è una sola area per 218 chilometri, mentre è più semplice a Pordenone dove le zone dedicate sono una ogni 2,5 chilometri. Quasi tutte le Asl dicono di intervenire contro il maltrattamento degli animali (86,3%) e quasi tutte di aver fornito lettori microchip al proprio personale (95,89%). Ma conti alla mano vengono fatti pochi controlli, le multe non si fanno e il recupero delle spese è scarso: si passa dall’Asl Milano 1 che recupera 562,2 euro a controllo alla Usl Modena con soli 0,35 euro a controllo. Se a Potenza c’è un controllo all’anno ogni 21 cittadini e a Terni uno ogni 45, a Novara ce n’è uno ogni 21.000 abitanti, mentre la Asl Milano 1 dichiara di farne uno ogni 95mila abitanti. 

"Contro il randagismo e la sofferenza dei nostri amici a quattro zampe si può fare meglio e di più - ha dichiarato la presidente nazionale di Legambiente Rossella Muroni -. I controlli sono pochi, l'informazione è ancora scarsa e le politiche e i servizi per gli animali sono troppo disomogenei, se non quando territorialmente addirittura ignorati. Del randagismo si continua a parlare troppo poco e quasi solo in occasione di tristi fatti di cronaca. La questione, invece, ha urgente bisogno di un cambio di passo, in primis da parte delle Istituzioni. È evidente che le politiche del settore in Italia, dove solo alcune realtà hanno saputo costruire esperienze positive, devono uscire dalla fase pionieristica e trasformare le buone pratiche in patrimonio diffuso e pratica viva in tutto il Paese. Crediamo che solo unendo gli sforzi di tutti i soggetti pubblici e privati e armonizzando le politiche nazionali e locali si potrà risolvere una questione economica rilevante e costruire una realtà che rispetti il benessere animale e valorizzi l'importanza relazionale e affettiva con gli animali".

Ecco come le cose potrebbero migliorare, riducendo anche le spese dei Comuni:

1. Tavolo nazionale permanente Anci – Regioni – Governo che si riunisca almeno due volte all’anno e rendiconti annualmente le azioni decise, i risultati attesi e i risultati raggiunti;

2. Accordo Regioni – Governo per passare, entro 12 mesi, dalle attuali 21 Banche dati dell’anagrafe animali d’affezione regionali ad un’unica Banca dati dell’anagrafe animali d’affezione nazionale, con dati sullo status riproduttivo dell’animale (sterilizzato o no), con autorizzazione all’accesso di inserimento e modifica dati attraverso tutti i veterinari pubblici e privati iscritti all’ordine consultabile online da tutti i cittadini;

3. Accordo Anci – Regioni – Governo per passare, entro 12 mesi, dall’attuale sistema di controlli (1 controllo/anno ogni 6.000 cittadini) del rispetto della normativa vigente a un efficace sistema di controllo (1 controllo/anno almeno ogni 600 cittadini) realizzato d’intesa tra polizia locale, servizi veterinari pubblici e vigilanza volontaria. 

4. Accordo Anci – Regioni per un sistema nazionale omogeneo, efficace ed economicamente realizzabile di sterilizzazione di tutti i cani e gatti non padronali.

E ancora: 5. Piano nazionale Anci per attivare incentivi e facilitazioni comunali a chi adotta cani e gatti presenti nelle strutture comunali o convenzionate; 6. Piano nazionale Anci per attivare incentivi e facilitazioni comunali a chi registra e gestisce colonie feline presenti nel territorio comunale; 7. Accordo Anci – Regioni – Governo per attivare incentivi a organizzazioni animal care no profit riconosciute che adottino cani e gatti presenti da almeno due mesi nelle strutture pubbliche o convenzionate;

8. Accordo Anci – Regioni – Governo con Federazione Nazionale degli Ordini Veterinari Italiani per attivare incentivi alla sterilizzazione di cani e gatti privati; 9. Accordo Anci – Regioni – Governo per attivare disincentivi, anche fiscali, a chi detiene cani e gatti non sterilizzati;

10. Accordo Anci – Regioni – Governo per proporre adeguamenti alla normativa nazionale su animali d’affezione che definiscano fonti di finanziamento, procedure omogenee di adozione di cani e gatti non padronali, istituzione albo nazionale organizzazioni animal care no profit e periodo massimo entro cui cura e gestione di cani e gatti non padronali sono sostenuti dalle pubbliche amministrazioni.

Novità del rapporto "Animali in città" di quest'anno è sezione dedicata alla relazione con gli animali d'affezione con consigli sulla scelta dell'animale anche in base ai caratteri e alle aspettative, le norme e le buone abitudini da adottare in caso di viaggio, le regole per portare il cane in auto, treno, traghetto o aereo, ma anche i pericoli comuni ma non sempre noti cui fare attenzione quando si esce col proprio cane, come le piante potenzialmente tossiche e un consiglio per facilitare la gestione di un esemplare in difficoltà, nato in Canada già diffuso in alcuni paesi europei: un fiocco giallo sul guinzaglio per indicare che il cane ha momentaneamente bisogno di tranquillità e non vuole essere avvicinato.  "Animali in città" è stato realizzato grazie al confronto e ai consigli dell'Associazione nazionale Comuni italiani, dell'Associazione nazionale medici veterinari italiani, dell'Ente nazionale della cinofilia italiana e al concreto aiuto e sostegno della Federazione nazionale ordine medici veterinari italiani.  
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