Caldo apocalittico "mangia" ghiaccio: così la calotta polare sta scomparendo

30 marzo 2016 ore 19:48, Micaela Del Monte
Il 2016 passerà alla storia per il record della più bassa estensione massima invernale della calotta polare artica, con una superficie di 14,5 milioni di metri quadrati: 20mila chilometri quadrati in meno rispetto al record stabilito lo scorso anno. Infatti mai come quest’anno la calotta ghiacciata dell’Artico è stata così ridotta in inverno.

Caldo apocalittico 'mangia' ghiaccio: così la calotta polare sta scomparendo
Rispetto alle prime misurazioni effettuate 35 anni fa tramite i satelliti, l’estensione massima del mare ghiacciato al Polo Nord si è ridotta di 1,6 milioni di chilometri quadrati, un’area vasta oltre cinque volte quella dell’Italia.
Il caldo anomalo che ha caratterizzato questa stagione ha lasciato a bocca aperta anche Mark Serreze, direttore del Nsidc (National Snow and Ice Data Center) dell’Università del Colorado a Boulder che insieme alla NASA ha diffuso i dati sopra citati. Il caldo ha colpito le latitudini in particolar modo a dicembre, gennaio e febbraio con temperature decisamente anomale, tra i 2 e 6 gradi sopra la media in tutte le regioni. Il mese più anomalo, a scala globale, è stato quello di febbraio: durante questo mese la temperatura mondiale (oceani + terraferma) è stata di 1,21 gradi maggiore della media del XX secolo, diventando quindi il febbraio più caldo mai registrato dal 1880.

Serreze ha infatti dichiarato: "Non ho mai visto nella regione Artica un inverno così pazzo e caldo". I dati raccolti dall'istituto statunitense suggeriscono che, il 24 marzo, lo strato ghiacciato della regione artica ha raggiunto la massima estensione annuale: 14.52 milioni di chilometri quadrati. "Le 13 più piccole estensioni massime, in base ai dati satellitari, sono avvenute negli ultimi 13 anni". Probabilmente, il caldo atmosferico ha contribuito a questa misurazione della più bassa estensione massima, con temperature dell'aria fino a 10 gradi Fahrenheit sopra la media ai confini della banchisa dove il ghiaccio marino è sottile.

"Anche i venti nell'Artico durante gennaio e febbraio sono stati sfavorevoli per la crescita del ghiaccio perché hanno portato aria calda da sud e hanno impedito l'espansione della copertura di ghiaccio". Deficit negativi sono stati registrati su gran parte del Polo Nord, eccezion fatta per Labrador Sea, Baffin Bay e Hudson Bay, con picchi elevati sul Mare di Barents.
Secondo Walt Meier, studioso del ghiaccio marino presso il il Goddard Space Flight Center della NASA a Greenbelt nel Maryland, "Il nuovo record negativo fa seguito alle alte temperature da record che si sono verificate nei mesi di dicembre, gennaio e febbraio in tutto il mondo e nella regione artica".

Dal 1979 il ghiaccio marino invernale artico è arretrato di 620.000 miglia quadrate, una superficie più di due volte la dimensione del Texas. Ogni anno la calotta di ghiaccio che ricopre l'oceano Artico si riduce nel periodo estivo per poi estendersi nuovamente in inverno, toccando generalmente il suo massimo attorno al mese di marzo.

caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]