Lo Spazio made in Italy, dopo la Cristoforetti tocca al razzo Vega

30 novembre 2015 ore 9:05, Micaela Del Monte
Lo Spazio made in Italy, dopo la Cristoforetti tocca al razzo Vega
Il razzo Vega è l'ennesimo esempio che il Made in Italy può sempre fare invidia al mondo, ma anche che tra il nostro Paese e lo Spazio c'è davvero feeling.

Perché dopo Samantha Cristoforetti a rappresentare l'Italia oltre il cielo tocca proprio al razzo costruito interamente nel Bel Paese che partirà tra soli 2 giorni, il prossimo 2 dicembre dalla stazione spaziale di Kourou, sede di un importante centro spaziale della Guyana francese. La partenza del razzo è prevista alle ore 5,00 italiane e verrà utilizzato per portare nello spazio il satellite Elisa Pathfinder dell’Esa che servirà per alcuni importantissimi studi da parte dell’Ente spaziale europeo.

Giulio Ranzo, nuovo amministratore delegato di Avio l’azienda italiana che ha prodotto Vega, ha così commentato l’eccezionale evento : “La capacità di fare il prime contractor, cioè la guida della capacità di lancio, e significa la possibilità di accedere allo spazio, è un catalizzatore della crescita tecnologica e economica italiana”. Ranzo ha solo 44 anni ed è uno degli ingegneri italiani più apprezzati già a livello internazionale.

”Quella di Vega è una missione davvero affascinante, con un alto tasso di contributi italiani che evidenzierà una volta di più la versatilità del lanciatore Vega: per incollare nell’orbita iniziale Lisa-Pathfinder a 200 km di altezza, il razzo dovrà salire prima a 1200 km dalla Terra per poi scendere garantendo una precisione che fa rabbrividere, perché poi il satellite-onda dovrà partire verso il Sole per la prima tappa di un viaggio di milioni di km. E Vega, nell’ambito di queste distanze, dovrà essere meticoloso nell’ordine del metro. Come del resto è sempre accaduto nelle prime cinque missioni”. Giulio Ranzo ha svelato che Avio, nel suo stabilimento a Colleferro, è già a lavoro per due nuovi razzi Vega C e Ariane 6 che determineranno entro il 2019 investimenti di oltre 35 milioni di euro

I due razzi in costruzione saranno terminati entro il 2019 ed i finanziamenti sono in parte provenienti dal pubblico e per un’altra parte dal privato.
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