Isis, lo dice anche la Pinotti: “Non abbiamo costruito Difesa Ue”

30 novembre 2015 ore 10:22, Luca Lippi
Isis, lo dice anche la Pinotti: “Non abbiamo costruito Difesa Ue”
Mentre la stampa titolava, sull’affermazione del Ministro della difesa Pinotti a seguito dell’intervista su Sky Tg24, che non si poteva escludere un intervento armato contro l’Isis, nella stessa intervista in realtà emergono diverse contraddizioni, che tuttavia rientrano nell’arte oratoria della politica. In sostanza il ministro avrebbe detto tutto e il contrario di tutto, cioè, che non è da escludere un intervento armato ma che non è la soluzione, soprattutto ha fatto emergere che l’Italia nello specifico non è nella condizione di poterlo fare, la Pinotti parlerebbe (semmai) di un intervento armato europeo, ma poi lo esclude perché non ci sono regolamenti e intese specifiche perché l’Europa scenda in campo con un proprio esercito (nella sostanza l’Europa è disarmata). C’è poi la questione che nessuno si sente in dovere di prendere una posizione decisa, anche se la Pinotti con maestria fa capire che quanto fatto dalla Francia nelle ore immediatamente dopo gli attentati di Parigi è come se l’avesse fatto l’Europa, la sua affermazione precisa è stata “Parigi è come se fosse una nostra città”, detto questo, ha reagito Parigi hanno reagito tutti! Piuttosto curiosa come affermazione.
I bombardamenti anti Isis sono “uno degli strumenti possibili, ma guai a farlo diventare lo strumento. Oggi non c'è questa discussione in campo. Il tema è che le esigenze nascono sul campo. Oggi questa discussione in Parlamento non c'è. In futuro nessuno può saperlo”. Anche in questo caso, tutto equivale al contrario di tutto, sempre a guardare la realtà dei fatti, l’Isis è solo terrorismo oppure è uno Stato vero e proprio che combatte attraverso lo strumento del terrorismo? Non è ancora chiaro neanche questo, bombardare l’Isis sarebbe il riconoscimento di uno Stato, non riconoscerlo sarebbe bombardare la Siria e parte dell’Iraq, insomma una questione piuttosto contorta, talmente tanto che parlarne confonde molto le idee. 

Non sono confuse le idee, invece, per quanto riguarda la grande incompiuta che ancora una volta è l’Europa, anche dal punto di vista militare, la Pinotti a tale proposito dichiara: “Negli anni passati non abbiamo costruito l'Europa della difesa comune. Se volessimo costruire forze armate europee, non abbiamo gli strumenti normativi per farlo: sono deboli le regole che sono state costruite”. E allora il tema principale non è l’opportunità di bombardare o meno qualcuno, ma il fatto che se mai ci fosse l’esigenza di doverlo fare l’Europa non è attrezzata a mandare un esercito suo, neanche schierarlo a difesa dell’area geografica! Tutto viene demandato ai singoli stati membri e spesso sottoposto anche a critiche a seconda di come evolvono le cose. Non sarà sfuggito come nei diversi Paesi della comunità le voci sono discordanti riguardo una presa di posizione certa verso il fenomeno terroristico; le fazioni in guerra sono gli interventisti del “siamo tutti francesi” e gli oppositori a ogni costo del “avete cominciato voi a provocare”.

Poi la Pinotti affronta anche il discorso della questione turca: “Sulla Turchia è stato fatto un errore storico. Quando voleva entrare nella Ue è stato dato uno stop, in particolare dalla Francia di Sarkozy e dalla Germania. Ora si riapre questa opportunità. Dobbiamo chiederci: l'Europa è più interessata a poterci dialogare all'interno oppure spingerla in una situazione in cui le relazioni vengono rese più difficili? Io penso che dobbiamo imparare a confrontarci con realtà diverse”. Dimentica la pinotti che la Turchia è più una questione geoeconomica che geopolitica, la Germania (e comprensibilmente anche la Francia) hanno stretto accordi importanti con Putin per le forniture energetiche, è piuttosto comprensibile che la questione non sia sul tavolo dell’Europa ma sui singoli tavoli di accordi bilaterali e alla fiera delle opportunità personali; che la Pinotti esprima un parere politico sulla questione è intellettualmente corretto perché sollecitata dall’intervistatrice, ma lezioso nei termini e nei fatti. Non dobbiamo imparare a confrontarci con realtà diverse, dobbiamo imparare a gestire i rapporti con realtà diverse, non serve asservirli perché non tutti sono disposti a farsi fagocitare da una “incompiuta”. 

autore / Luca Lippi
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