Enel, tengo 3mila e lascio il doppio: miracoli del Jobs Act

30 novembre 2015 ore 11:44, Luca Lippi
Enel, tengo 3mila e lascio il doppio: miracoli del Jobs Act
Che l’Enel sia un’oasi dorata è risaputo, e  che all’interno dell’Enel anche i nemici siano in fondo amici anche, l’equilibrio si è alterato solamente con l’incedere della concorrenza e del libero mercato, ma alla resa dei conti neanche troppo, tant’è che torna il sereno e nuovamente dirigenza e sindacati hanno ritrovato la consueta comunione di reciproci intenti. Enel e sindacati di categoria hanno raggiunto l’accordo per un piano finalizzato al pensionamento anticipato di 6mila unità attualmente in forza allo stesso colosso dell’elettricità e alla controllata “verde” Enel Green Power e all’assunzione di 3mila nuove risorse che saranno inserite in organico attraverso l’apprendistato e gli incentivi previsti dal Job Acts. Inutile specificare che le tremila nuove assunzioni saranno in sostanza la trasformazione di precariato (vecchi contratti a tempo determinato) in novo precariato a tempo indeterminato (tradotto, Jobs Act).

Il maxi piano di prepensionamenti è uno dei capisaldi del piano industriale che l’ex monopolista ha recentemente varato. L’obiettivo del business plan è duplice: da un lato, si punta all’abbattimento dei costi operativi, necessario per riuscire a non far lievitare l’indebitamento, e dall’altro si punta a svecchiare l’azienda. I sindacati che hanno firmato l’intesa hanno avuto come garanzia dall’azienda la sottoscrizione di una clausola di salvaguardia. In pratica, in virtù della legge esistente sarà l’azienda stessa a farsi carico della spese previste per prepensionamento e allo stesso tempo i 6000 neo pensionati non incorreranno in alcuno degli scogli attualmente previsti della legge e consistenti in una serie di penalizzazioni per il mancato raggiungimento dei requisiti di età anagrafica e età contributiva. L’uscita dal mondo del lavoro delle 6mila risorse, quindi, sarà leggera e non comporterà alcun problema per i diretti interessati. Questo in parte fa pensare che qualche ulteriore modifica nel tempo sul mercato del lavoro è in procinto di essere autorizzata, il pensiero emerge poiché sarebbe piuttosto complicato ipotizzare che Enel si accolli i costi dei prepensionamenti senza vedere tornare indietro dei benefici che almeno pareggino i conti dell’operazione a saldi invariati per non appesantire la cassa di bilancio.


L’accordo tra il management di Enel e i sindacati, con i rappresentanti del Ministero dell’Economia e delle Finanze, che hanno avuto il ruolo di mediatori. sblocca una situazione di attrito che durava già da alcuni anni. C’è ora da scoprire quello che accadrà con la “nuova Enel” che è in gestazione dopo che sarà ritirata  dalla Borsa la componente Green Power da far confluire nella Nuova Enel. È piuttosto comprensibile ipotizzare che la nuova realtà avrà anche un settore di gestione del personale totalmente rinnovato quindi è ragionevole includere la strategia rivoluzionaria di ricollocazione e svecchiamento del personale nella strategia che rientra nella mission della NuovaEnel.

autore / Luca Lippi
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