Inquinamento, il triste (e inaspettato) primato dell'Italia: 84.400 morti per lo smog

30 novembre 2015 ore 20:39, Adriano Scianca
Inquinamento, il triste (e inaspettato) primato dell'Italia: 84.400 morti per lo smog
L'inquinamento uccide,
e non solo nelle sovrappopolate, super-contaminate metropoli del terzo mondo, ma anche in Europa. E, sorpresa, in Europa uccide soprattutto in Italia. Secondo i dati dell’Agenzia europea dell’ambiente (Aea), nell’Unione europea l'Italia è il Paese che registra più morti premature a causa dell’inquinamento dell’aria 59.500 decessi prematuri nel 2012 sarebbero attribuibili al particolato fine (PM 2.5), 3.300 all’ozono (O3) e 21.600 al biossido di azoto (NO2). Si parla di circa 84.400 morti per lo smog.

È proprio il Belpaese (o ex tale, a questo punto) a guidare la triste classifica europea delle morti da biossido di azoto, dovute come noto agli scarichi delle auto, in particolare dai veicoli diesel. Anche sull’ozono siamo primi in Europa, mentre sulle polveri sottili, emesse anche dalla combustione delle biomasse, condividiamo la prima posizione con la Germania. 

Secondo il rapporto, l’inquinamento atmosferico è il principale fattore di rischio ambientale per la salute in Europa. L’esposizione al particolato fine (pm 2,5), il biossido di azoto (NO2), l’ozono troposferico (O3) e agli altri composti organici volatili riduce l’aspettativa di vita delle persone, esponendole a malattie cardiache, problemi respiratori e cancro. Le micro polveri sottili (pm 2,5) rappresentano il primo killer, con 403 mila vittime nell’Ue a 28 e 432 mila nel complesso dei 40 Paesi del continente considerati dall’AEA. Il biossido di azoto, invece, miete 72mila vittime precoci nei 28 Paesi dell’Ue e 75mila in tutti i 40 Paesi europei. L’ozono, rispettivamente, 16 e 17 mila. Secondo lo studio, inoltre, la maggior parte degli abitanti delle città continua ad essere esposta a livelli di inquinanti che l’Organizzazione mondiale della Sanità non ritiene sicuri.
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