Rinnovo contratti statali, aumenti difficili: guai in vista sugli 85 euro

30 novembre 2016 ore 14:07, Luca Lippi
È in vista il traguardo sul rinnovo del contratto del pubblico impiego, oggi è previsto il confronto con le parti sociali. Ma la volontà a volte non basta.
C’è da aspettarsi qualche limatura all’impianto generale, al momento è nota solamente qualche indiscrezione divulgata dall’Ansa secondo cui nelle pretese delle rappresentanze sindacali generali, condizione necessaria e sufficiente è quella di far sparire alcuni aggettivi dalla bozza d’intesa, nella fattispecie in relazione all’incremento contrattuale di 85 euro che al momento sono preceduti da ‘medi’ o ‘non inferiori a’ che nei fatti poi significa ‘minimi’.
Dunque alle 11 si apre il tavolo presso il ministero, e si parlerà di statali, dipendenti pubblici, forse docenti e alcune forze dell'ordine.
Si riparte dallo stato di congelamento della trattativa, invero già cominciata la settimana scorsa, ma ‘arrestata’ dalla sentenza della Consulta che ha bocciato parte della riforma della Pubblica Amministrazione.
Per chi avesse perso il filo del discorso, in concreto non esiste nessun rinnovo del ccnl della Pa, fermo da sette anni, c’è solamente un bonus di 85 euro lordi che serve a smuovere le acque dello stagno.
Non che non ci sia la determinazione di sbloccare la stasi, ma ci sono vincoli di bilancio che non consentono alcuna manovra specifica. 
Più nel dettaglio, non ci sono le risorse, e se proprio bisogna essere pignoli, la stessa Madia ha detto che per gli aumenti comunicati, bisognerà comunque procedere prima con una verifica delle risorse. 
Sembra, infatti, che le coperture attuali non basterebbero, considerando che la cifra stanziata per il rinnovo della contrattazione pubblica è pari a 1,9 miliardi totali, destinata anche a coprire il rinnovo degli 80 euro alle forze dell'ordine e le nuove assunzioni della Pa. 
Per quanto riguarda le attese novità per le forze dell’ordine, dovrebbe essere definita una loro riorganizzazione, mentre tra le forze di polizia interessate dagli aumenti degli stipendi vi sono i vigili del fuoco, le forze dell’ordine e le forze di polizia. 
All’indomani di queste ultime novità risultato della scorsa riunione con le forze sociali, le stesse forze sociali hanno ufficializzato la nuova convocazione si oggi, ma dove non ci sono elementi nuovi di discussione e quindi l’interlocuzione rimarrà una pura formalità.

Rinnovo contratti statali, aumenti difficili: guai in vista sugli 85 euro

In sostanza, il punto è che all’indomani della sentenza della Corte costituzionale, che ha bocciato in parte la riforma della pubblica amministrazione, lo stesso ministro Madia ha spiegato che la situazione si prospetta decisamente complicata, considerando che si tratta di una sentenza che è stata resa nota proprio durante la trattativa con i sindacati. 
La trattativa sulla revisione della contrattazione pubblica, infatti, non riguarda solo gli aumenti eventualmente di 85 euro dei dipendenti pubblici ma anche modifiche normative per alcuni istituti, come la valutazione o il salario accessorio, e dopo la sentenza resta da capire come portare avanti gli impegni sulla parte normativa e l’andamento dell’intesa con le regioni. 
Il rischio è che tutto potrebbe bloccarsi. La sentenza dell’Alta Corte va, infatti, ad interessare quattro decreti, dichiarati in parte illegittimi.
Cosa ha bloccato l’Alta Corte?
-L’art.11 sulla dirigenza pubblica;
-l’art 17 sul riordino della disciplina del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche, con riferimenti anche alla norma sui licenziamenti lampo dei cosiddetti furbetti del cartellino; l’art 18 sul riordino della disciplina delle partecipazioni societarie delle amministrazioni pubbliche; 
-l’art 19 sul riordino della disciplina dei servizi pubblici locali di interesse economico generale. 
In pratica ha bloccato tutto, ‘ha tolto il motore all’auto’ legittimamente
Si tratterebbe di regole la cui attuazione è stata definita attraverso i decreti legislativi con il semplice parere della Conferenza Stato-Regioni, mentre per la Consulta serve un’intesa decisamente più forte. Bloccati, intanto, i decreti attuativi sulla dirigenza pubblica e sui servizi pubblici locali, approvati proprio venerdì in Consiglio dei Ministri, ma che non vedranno mai la luce nell’immediato.
Che riunione è quella di oggi?
Dall’Ansa raccogliamo la dichiarazione del Ministro Poletti: "Io posso solo fare un auspicio perché questa competenza e' di un altro ministro. Io credo che quando ci sono le condizioni i contratti e' bene rinnovarli e concluderli. Sono convinto che queste condizioni possano esserci, naturalmente le parti devono tutte trovare il loro spazio e la loro risposta".
Tuttavia, il ministro del Lavoro dovrebbe avere presente la sentenza della Consulta e le difficoltà oggettive del Ministro Madia sulla questione.

autore / Luca Lippi
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