"Rifiuti d'oro", truffa milionaria in bolletta: maxi operazione su Gesenu

30 novembre 2016 ore 14:42, Americo Mascarucci
Associazione a delinquere, traffico illecito di rifiuti, truffa, frode nel commercio e in pubbliche forniture, inquinamento ambientale, gestione illecita di rifiuti e violazioni alle prescrizioni ambientali. 
Sono i reati contestati nell'ambito dell'operazione "Spazzatura oro connection" condotta dal Corpo forestale e dalla Guardia di Finanza di Perugia. 
Nel mirino la gestione dei rifiuti da parte della Gesenu, società pubblico-privata che gestisce i servizi di nettezza urbana.
Un suo dirigente è stato arrestato. 
"L’operazione – si legge in una nota della Guardia di Finanza di Perugia – prende le mosse da alcune denunce ricevute dal Corpo forestale dello Stato nel 2013 ed ha accertato gravi reati ambientali e non, ad opera delle società incaricate della raccolta e della gestione dei rifiuti nel territorio umbro. In questo contesto la Guardia di Finanza ha svolto articolate investigazioni economico-finanziarie quantificando i profitti illeciti conseguiti in oltre 27 milioni di euro. Le indagini sono state portate avanti per oltre due anni attraverso intercettazioni telefoniche ed ambientali, appostamenti, pedinamenti, perquisizioni e sequestri documentali e di materiale informatico, analisi e raccolta di numerose testimonianze che hanno consentito di accertare l’esistenza di un’associazione a delinquere finalizzata al traffico ed alla gestione illecita di rifiuti, inquinamento ambientale, e numerose violazioni alle prescrizioni delle autorizzazioni ambientali.  L'operazione ha portato alla luce quella che è considerata dagli investigatori un'imponente truffa ai danni di 24 Comuni ed enti pubblici e di centinaia di migliaia di cittadini per prestazioni e servizi falsamente forniti".

La Guardia di Finanza, che oltre alla truffa ai danni dello Stato avrebbe accertato anche una frode fiscale da due milioni di euro, sta eseguendo sequestri di beni, conti correnti e quote delle società coinvolte
L'indagine ha portato anche al sequestro dell'impianto di rifiuti Tsa S.p.A. di Borgogiglione - Bioreattore nel perugino.
Quest'ultimo sequestro si aggiunge a quello già effettuato nei giorni scorsi a Pietramelina in una operazione che aveva portato alla luce una presunta truffa milionaria ai danni di 24 comuni ed Enti Pubblici regionali e di centinaia di migliaia di cittadini che avrebbero pagato bollette per prestazioni e servizi falsamente forniti. 
Quattordici indagati in tutto.
L’Autorità giudiziaria, nell'ottica di un bilanciamento tra esigenze cautelari e necessità di garantire la continuità del servizio pubblico, ha autorizzato il conferimento dei rifiuti nel bioreattore sotto sequestro ancora per un massimo di 120 giorni al fine di permettere al Gestore di individuare una gestione dei rifiuti alternativa nel rispetto della normativa ambientale.
Dalle indagini, supportate dagli accertamenti analitici di Arpa e da quelli geofisici del consulente tecnico nominato, sarebbe emerso inoltre un danno ambientale dal momento che le attività degli impianti sequestrati avrebbero compromesso le acque del Torrente Mussino (che si trova nei pressi della discarica di Pietramelina) e i terreni limitrofi alla discarica in cui sarebbe stato rinvenuto percolato affiorante dal sottosuolo.
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