Casarini (Sel): “Un No per dare voce ai popoli contro il meccanismo infernale UE”

30 novembre 2016 ore 12:55, intelligo
di Stefano Ursi

Infiamma la campagna referendaria per il 4 Dicembre, quando si voterà per la riforma costituzionale. I sostenitori del Si spingono sul fatto che l'Italia vedrebbe finalmente spezzate lentezze ed inefficienze che la contraddistinguono da sempre, mentre i sostenitori del No spingono sul fatto che il nostro Paese diverrebbe ancora più subordinato all'Unione Europea, delegando in sostanza tutte le sue politiche a Bruxelles. IntelligoNews ha sentito su questo Luca Casarini di Sel.

Lei concorda su ciò che in molti dicono, ovvero che se vince il SI l'Italia sarà ancora più subordinata all'Unione Europea?


“Certo, si confermerebbe una subordinazione alle politiche economiche e monetarie di questa Unione Europea, a trazione tedesca, come l'abbiamo conosciuta fino ad oggi: è chiaro come non sia un caso, se Merkel e Schauble tifano per il si”.

Una eventuale vittoria del No potrebbe aprire, anche all'interno dell'Unione Europea, un processo di ritorno alle identità, la strada verso un'Europa dei popoli?


Casarini (Sel): “Un No per dare voce ai popoli contro il meccanismo infernale UE”
Luca Casarini
“Non è dato saperlo con certezza, ma sicuramente, calcolando che andiamo anche verso le elezioni in Francia, una vittoria del no aprirebbe una contraddizione tale all'interno dell'UE da poter permettere, questo lo metto fra virgolette, una battaglia da sinistra per esempio per rivedere i trattati: il vero nodo dell'Unione Europea, a ben vedere, è il meccanismo infernale per cui prima di procedere alla revisione dei trattati occorre votare all'unanimità. Ciò ovviamente ha a che fare con la stabilità dei governi: i governi nazionali stabili e in linea, va sottolineato, servono proprio a mantenere l'impostazione europea corrente. Chiaramente, dove si viene a creare un meccanismo di messa in discussione del governo, come potrebbe avvenire in Italia, esisterebbe lo spazio per ridiscutere questa impostazione, che ci condanna a politiche sempre uguali. In sostanza il Si significa conservazione, il No potrebbe, ma non è certo, riaprire la partita”.
autore / intelligo
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