Banca Etruria, tutti assolti. Rinaldi: "Se dovesse vincere il Sì risparmiatori pagheranno per tutte le banche"

30 novembre 2016 ore 17:13, Americo Mascarucci
Processo Banca Etruria, tutti assolti, non ci fu ostacolo alla Vigilanza.
Secondo il gup di Arezzo sui crediti deteriorati sono stati rispettati i criteri internazionali. 
La Procura, che ora appellerà la sentenza, aveva chiesto 2 anni e 8 mesi per l'ex presidente Fornasari e l'ex dg Bronchi e 2 anni per l'ex direttore centrale Canestri.
Intelligonews ha chiesto un commento all'economista Antonio Maria Rinaldi

Alla luce dell'assoluzione dei vertici di Banca Etruria che lezione ne deriva? 
"In banca Etruria, come d'altronde nelle altre banche oggetto della risoluzione del Salva Banche, le cose non sono state fatte a regola d'arte. Credo che la Magistratura dovrebbe approfondire le responsabilità in tal senso, perché, se è vero che questo provvedimento del Governo è stato fatto nel novembre dello scorso anno per evitare l'applicazione dopo pochi giorni del bail in che sarebbe andato in vigore ufficialmente il primo gennaio del 2016, è anche vero che ci hanno lasciato le penne molti risparmiatori sia di obbligazioni subordinate che di risparmio azionario. Sono stati di fatto "graziati" solamente i correntisti. Non conosco gli atti processuali nel dettaglio, ma una cosa è certa: anche la Banca d'Italia e la Consob in questa tristissima vicenda non sono esenti da critiche, cioè non hanno svolto pienamente la loro funzione di vigilanza e di controllo".

La notizia di assoluzione può essere un brutto segnale per i risparmiatori?

"Ovviamente, sappiamo benissimo che in Italia di problematiche bancarie ce ne sono state negli anni passati, però è anche vero che mai nessun risparmiatore ha avuto nocumento da queste situazioni di crisi. La Moral Suasion della Banca d'Italia è sempre intervenuta in modo tale che il risparmiatore neanche se ne accorgesse. Ora le nuove norme europee impongono il coinvolgimento del cittadino risparmiatore nelle sorti della banca. Quindi i cittadini difficilmente si fideranno come prima del sistema bancario e soprattutto non esiste un'alternativa: l'unica cosa da fare sarebbe ritirare i contanti dalla banca e metterli sotto il materasso o il mattone ma non è possibile per una serie di motivi. Lo Stato si deve far carico di rendere attuabile l'articolo della Costituzione che prevede la tutela del risparmio sotto ogni forma, in palese contrasto con il bail in approvato in sede europea. Altrimenti si creeranno ulteriori situazioni di disagio nell'ambito del risparmio italiano che, nonostante tutto, rappresenta ancora uno dei capisaldi del patrimonio degli italiani".

Il Financial Times ha lanciato l'allarme legato all'eventuale vittoria del "No" al referendum con il rischio che 8 banche possano saltare. Secondo lei questo rischio c'è? E se c'è che cosa dovrebbe fare il risparmiatore medio?

"Rispondo con una battuta telegrafica: se dovesse vincere il "Sì" i risparmiatori italiani saranno chiamati a pagare, secondo le regole europee, per tutto il sistema bancario, quindi non soltanto per le 8 banche a rischio citate dal Financial Times".  
Banca Etruria, tutti assolti. Rinaldi: 'Se dovesse vincere il Sì risparmiatori pagheranno per tutte le banche'

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