Crollo demografico, Gotti Tedeschi: "E' tardi e Renzi non ha che un'opzione. La formula c'è, ma vuole ascoltarla?"

30 ottobre 2014 ore 12:25, Marta Moriconi
Crollo demografico, Gotti Tedeschi: 'E' tardi e Renzi non ha che un'opzione. La formula c'è, ma vuole ascoltarla?'
Dai dati emersi dall'ultimo rapporto Svimez sul Sud Italia presentato a Roma emerge uno scenario apocalittico, soprattutto per le regioni meridionali della penisola, con un crollo demografico nel 2013 senza precedenti. IntelligoNews ha prima affrontato la questione dal punto di vista politico facendo intervenire Eugenia Roccella, deputata di Ncd. Ora è la volta di Ettore Gotti Tedeschi, economista, banchiere ed ex presidente dello Ior (e padre di 5 figli), il primo tra l'altro a denunciare questa emergenza. Il problema lo sollevò «in tempi remoti quando si si sarebbe potuto intervenire», ci dice con un velo di amarezza seguito subito dopo da una vis polemica contro quanti non lo compresero: «I "soloni" accademici e i grandi sacerdoti neomalthusiani mi ignorarono (al meglio) , i "sartoriani" (da Giovanni Sartori) mi massacrarono. Ora andrebbe istituito un "processo di Norimberga" intellettuale per spiegare quello che è successo». 

Gotti Tedeschi, fu proprio lei a denunciare in tempi non sospetti l'emergenza demografica. Ora anche lo Svimez nel suo ultimo rapporto parla di un vero e proprio 'tsunami'. I numeri relativi al 2013 parlano chiaro: nel Sud i morti hanno superato i nati. Bando alle analisi, il governo come dovrebbe intervenire?

«In realtà più che in tempi non sospetti, ho iniziato a denunciare questa emergenza nei tempi remoti in cui si sarebbe potuto intervenire (parliamo degli anni '80). I "soloni" accademici e i grandi sacerdoti neomalthusiani mi ignorarono (al meglio) , i "sartoriani" (da Giovanni Sartori) mi massacrarono. Ora andrebbe istituito un "processo di Norimberga intellettuale" per spiegare quello che è successo. Sa perchè ? Perché se si sbaglia la diagnosi ancora una volta, si sbaglierà la prognosi, come continua a succedere da trent'anni. E il primo ottobre su Repubblica il ministro Lorenzin ha denunciato gli effetti della denatalità ma ha anche proposto soluzioni "biologiche" facendo pensare che per risolvere la crisi si debbano fare figli a tutti i costi ed in tutti i modi... Certo è che il merito del ministro è stato quello di aver almeno riconosciuto che di fatto ci sono leggi naturali (le nascite) che quando non vengono osservate provocano disastri. Però su Intelligo non vuole analisi purtroppo, ma proposte di intervento governative. Ho una sola risposta: troppo tardi. Troppo tardi per intervenire modificando in modo equilibrato il ciclo naturale che ha provocato la crisi economica (che non gli lascio spiegare, ndr). Troppo tardi per compensare il crollo nascite e le conseguenze con uno stimolo delle nascite prescindendo dal ruolo della famiglia naturale. Gli effetti si vedrebbero fra vent'anni e, ripeto, è troppo tardi... Solo stimolando la famiglia naturale con un progetto vero e naturale appunto, si potrebbe recuperare tempo». 

  Come recuperare quel poco tempo rimasto allora? Se è rimasto... 

 
Crollo demografico, Gotti Tedeschi: 'E' tardi e Renzi non ha che un'opzione. La formula c'è, ma vuole ascoltarla?'
Crollo demografico, Gotti Tedeschi: 'E' tardi e Renzi non ha che un'opzione. La formula c'è, ma vuole ascoltarla?'
«Investendo sulla formazione delle famiglie, non sulle mere nascite. A questo punto è evidente che un governo ha una sola opzione per intervenire: far crescere il Pil per compensare il deficit di popolazione e assorbire i costi fissi conseguenti all'invecchiamento. Fare cioè il contrario di quanto fatto negli ultimi trent'anni, nei quali invece si è deciso di far assorbire la crescita dei costi dell'invecchiamento (pensioni e sanità) dalla crescita delle tasse, che ha ridotto il potere di acquisto (oltre alla riduzione degli investimenti) alla metà, mentre il tempo passava. Tanto che oggi due persone che lavorano in una famiglia appena formata, guadagnano meno del solo capofamiglia trent'anni fa».
 

  Ma allora quanto tempo ha a disposizione Renzi e cosa rischiamo come Paese (che sta affrontando anche l'emergenza immigrazione quasi da solo)? 

 «Si intuisce che ritengo che Renzi abbia zero tempo, ma se è vero che non ha strumenti se non per intervenire sul Pil, ciò che dovrebbe fare è pensare a come accelerare proprio la crescita del Pil. Io credo abbia due aree di intervento: la prima verso l'Europa trattando (dopo aver fatto alleanze per esempio con la Spagna e magari con la Francia) la revisione dei parametri di Maastricht e il Fiscal Compact. Poi dovrebbe trattare la "svalutazione" dell'euro sul dollaro, magari di un 10% ancora. La seconda area d'intervento riguarda un'azione all'interno del nostro Paese attraverso i due soli vantaggi competitivi che abbiamo: medie imprese e risparmio. La formula da realizzare c'è. Vogliono ascoltarla Renzi e Del Rio? Certo non suggerirei a Renzi di considerare l'immigrazione, come purtroppo è stato a lungo fatto, una politica compensativa del crollo nascite. Cosa rischiamo? Una specie di "take over " del nostro Paese da parte di altri Paesi (Cina,India, Paesi Mediorientali...) che compreranno il controllo della nostra economia, avendo capitali e progetti. Si studino arabo e cinese...». 

  Come analizza il bonus per le mamme pensato dal governo Renzi? 

 «Allora... di per sé tardivo (non per colpa di Renzi certo) e troppo simbolico. Ma ci dà una prospettiva che va riconosciuta positivamente. E questo perché oggi non si formano famiglie e non si fanno figli perché, si dice, mancano i soldi. Io ho sempre posto una domanda alle giovani potenziali coppie ( parafrasando "nasce prima l'uovo o la gallina" ): "Bisogna esser ricchi per fare famiglia o si diventa ricchi facendo famiglia e figli?". Bene, il bonus di Renzi potrebbe esser un incoraggiamento a diventare ricchi facendo famiglia e figli... Voglio intenderlo così»

Un commento sul record negativo delle nascite che viene detenuto dal Meridione. Perché? E come invertire questa rotta?

«Suppongo che questo record negativo sia spiegabile dai dati statistici. Se in meridione, diciamo tra gli anni che vanno dal 1920 al 1940, la popolazione era cresciuta molto più della media nazionale -come è probabile- è evidente che i decessi oggi, come rapporto matematico, siano divenuti superiori alla media nazionale. Certo, la crisi economica in corso  ha influito e influenzato le nascite. Ma vorrei provocare una riflessione nel lettore. La crisi economica in corso è stata generata dal crollo della natalità che ha interrotto e deformato il ciclo economico. Poi, successivamente la crisi conseguente ha provocato lo scoraggiamento a formare famiglie con figli. Ma non è vero che non si fanno figli perché c'è la crisi. C'è la crisi perché non si sono fatti figli».
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