Ricerca made in Italy d’eccellenza: farmaco anti-asma per un cervello più giovane

30 ottobre 2015, Luca Lippi
Ricerca made in Italy d’eccellenza: farmaco anti-asma per un cervello più giovane
Quando un semplice farmaco rivela potenzialità essai maggiori rispetto alla patologia per il quale è stato sperimentato e prodotto? Quando nonostante abbia già trovato una collocazione terapeutica e quindi entrato nel circuito della commercializzazione farmaceutica, i ricercatori non smettono di studiarne la composizione molecolare e sperimentarne “tutti” gli effetti. Ecco allora che un semplice farmaco per l’asma potrebbe essere la chiave di volta contro il precoce invecchiamento cerebrale e la perdita delle funzioni cognitive.

Il nome del farmaco è “montelukast” è un farmaco antiasmatico con attività antagonista sui recettori per i leucotrieni. In Italia il farmaco è venduto dalla società farmaceutica Merck Sharp and Dome con il nome di Singulair nella forma farmacologica di compresse masticabili, ad uso pediatrico, di colore rosa contenenti 5 mg di principio attivo e di compresse rivestite da film di colore beige, da 10 mg. Essendo scaduto il brevetto sulla molecola il farmaco è prodotto da numerose altre società farmaceutiche come medicinale equivalente.

Ebbene, questo farmaco secondo lo studio condotto dall’Università Statale di Milano in collaborazione con l’Università Medica Paracelsus di Salisburgo e pubblicata sulla rivista Nature Communications pare che il medicinale abbia fornito ottime risposte nel “ringiovanimento” del cervello di cavie da laboratorio e dunque apre prospettive concrete per la cura delle malattie neurodegenerative quali Alzheimer e Parkinson. Nel particolare, somministrato il farmaco in topi anziani pare riesca a ridurre i livelli di infiammazione cerebrale e migliora le capacità di apprendimento e memorizzazione con una bassissima incidenza di effetti collaterali
 
L’interazione del principio attivo del farmaco con il recettore GPR17 (scoperto dalla prof. Maria Pia Abbraccio della statale di Milano) riduce sensibilmente l’invecchiamento delle cellule cerebrali, soprattutto inibisce la velocizzazione delle cellule cerebrali in presenza di fenomeni neurodegenerativi come  Alzheimer e Parkinson. Una delle cause principali della perdita cognitiva è l’accumulo nel sangue (e da lì nel cervello) di eotaxina, una sostanza infiammatoria coinvolta nell’asma. “Da qui l’ipotesi, oggi confermata, che un farmaco antiasmatico come montelukast potesse bloccare l’infiammazione anche nel cervello e mostrare effetti rigenerativi sulle sue funzioni”, ha spiegato Ludwig Aigner, dell’Università Medica Paracelsus di Salisburgo. Il prossimo obiettivo dei ricercatori sarà quello di verificare l’efficacia del medicinale su pazienti affetti da malattie mentali considerate incurabili.

Segnale fortissimo che la “ricerca” italiana nonostante le difficoltà dovute alla crisi e i continui tagli è ancora a livelli di eccellenza, anzi, in condizioni di difficoltà così elevate riesce a produrre risultati sorprendenti, quindi superiamo notevolmente l’eccellenza. 

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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