Unioni gay, oltre la beffa il danno: Strasburgo condanna l'Italia, il governo non ricorre... e noi paghiamo

30 ottobre 2015, Americo Mascarucci

Unioni gay, oltre la beffa il danno: Strasburgo condanna l'Italia, il governo non ricorre... e noi paghiamo
Il Ministro della Giustizia Andrea Orlando era entrato nelle ultime ore nel dibattito in corso in Parlamento sull’abolizione del Disegno di legge Cirinnà sulle unioni civili, dicendosi favorevole alle adozioni da parte di coppie omosessuali. 

“Il disegno di legge Cirinnà – aveva detto Orlando - non va avanti perché ci si accapiglia sui massimi sistemi, si fa propaganda tralasciando di dire che l’Italia ha un obbligo giuridico a intervenire sul tema sulla base di una sentenza della Corte di Strasburgo del 21 luglio 2015“. 

Si tratta della sentenza con cui la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha condannato l’Italia per il mancato riconoscimento dei diritti delle coppie gay. 

La presa di posizione del Guardasigilli era stata duramente stigmatizzata dal Ministro dell’Interno Angelino Alfano: “Sono in totale disaccordo con Orlando” aveva precisato il titolare del Viminale  

“Il ministro avrebbe fatto bene a non entrare nel dibattito”, aveva ribadito Renato Schifani mentre Maurizio Lupi attaccava: “Sino a prova contraria le leggi in Italia le fa il Parlamento e non le sentenze di una Corte”.

Ebbene, sembra che mentre all’interno dell’Esecutivo i ministri si accapiglino fra di loro e nella maggioranza continuino ad affiorare le divergenze sul Ddl Cirinnà, il Governo non abbia presentato ricorso contro la sentenza di Strasburgo, quasi a voler sottolineare una condivisione di fatto. 

I termini infatti per presentare appello sarebbero scaduti il 21 ottobre scorso e nulla sarebbe stato fatto in tal senso. Il problema ora sta nel fatto che la condanna, diventata definitiva, comporterà il pagamento di una sanzione da parte dello Stato italiano secondo la Corte Europea inadempiente rispetto al riconoscimento di un diritto. 

Chi pagherà la multa? Il contribuente italiano?


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