300 giorni dopo Berlusconi ristacca la spina: Monti profetico

30 settembre 2013 ore 10:16, intelligo
300 giorni dopo Berlusconi ristacca la spina: Monti profetico
di Andrea De Angelis 7 dicembre 2012 - 28 settembre 2013. Due date che hanno molto in comune. Il 6 dicembre 2012, come i più attenti ricorderanno, il governo Monti adottò il Decreto Legislativo sull'incandidabilità e decadenza (cosiddetta Legge Severino), votato da un'ampissima maggioranza in Parlamento. Il giorno dopo il Pdl, per bocca del suo segretario Angelino Alfano, staccò la spina all'esecutivo nato da appena un anno. I motivi? Li ricorda bene l'ex premier Mario Monti in una nota diramata in queste ore: "Allora, come oggi, il retroterra era costituito da problemi sulla giustizia, ma le motivazioni addotte riguardavano il tema delle tasse, di sicuro richiamo propagandistico". Gli interessi reali del Paese, dunque, poterono finire in secondo piano: all'ordine del giorno per il Pdl era la necessità di ritrovare il consenso popolare sceso ai minimi storici dopo le dimissioni di Berlusconi nel novembre del 2011, facendo leva su quelle tasse che a più riprese permisero al Cavaliere di avere la meglio alle urne. Poco meno di dieci mesi dopo lo stesso Berlusconi concede il bis. Al centro è la parola "ricatto": il ricatto a Letta, quello al Pdl, il ricatto al Quirinale, con un abuso del termine che tende, inevitabilmente, a confondere l'opinione pubblica. A ben vedere, citando nuovamente Monti, il ricatto ha una sola fonte: il Pdl, o Forza Italia che dir si voglia.
300 giorni dopo Berlusconi ristacca la spina: Monti profetico
Lo ha spiegato bene il Professore via Twitter appena tre giorni fa con profetica precisione (http://www.intelligonews.it/monti-attacca-berlusconi-con-tre/), e lo ha ribadito subito dopo la notizia delle dimissioni dei ministri del centrodestra: "Si è preso a pretesto un aumento dell'Iva che si sarebbe potuto scongiurare, pur nel rispetto dei vincoli di bilancio, se il Pdl non avesse insistito e il governo non avesse accettato, l'estensione a tutti, compresi i più ricchi, dell'abolizione dell'Imu sulla prima casa". Il premier Enrico Letta sembra aver raccolto il suggerimento del suo predecessore: non cedere ai ricatti di Silvio. Così, a caldo, ha attaccato il Pdl: "Siamo davanti a un gesto folle, hanno causato l'aumento dell'Iva e ora vogliono coprire le vicende personali del loro capo". Tradotto: non mi faccio ricattare da nessuno.  
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