Patto Salvini-Berlusconi: si punta su Flat tax, casalinghe ed Equitalia

30 settembre 2015, Luca Lippi
Patto Salvini-Berlusconi: si punta su Flat tax, casalinghe ed Equitalia
Berlusconi decide di tornare in campo e sferra l’attacco con tre proposte cui l’elettore non si può rifiutare.

La prima è quella della flat tax al 20%, la seconda è l’abolizione di Equitalia e la terza pensione alle casalinghe. È piuttosto ovvio che si sta parlando di proposte elettorali, le prime due per richiamare l’attenzione del “prezioso” Salvini e del suo elettorato, la terza per raccogliere il consenso di un bacino di voti piuttosto importante. Esaminiamo la fattibilità delle tre proposte.

Flat Tax al 20%: usiamo dati certi completi risalenti al 2012 per operare un’analisi concreta. Lo Stato italiano incassa circa 163 miliardi dall’Irpef (aliquote di imposta 23, 27, 38, 41 e 43%) e da un reddito imponibile dichiarato di 800 miliardi di euro. Prima di calcolare la tassa, bisogna considerare che i redditi fino a 8 mila euro non pagano tasse (lavoratori dipendenti) gli altri è leggermente più basso il limite. Poi c’è l’Ires che vale circa 40 miliardi.

La flat tax al 20% applicata al reddito imponibile netto, cioè calcolato sottraendo dagli 800 miliardi di reddito lordo la parte corrispondente alla no tax area fino a 13mila euro. L’imponibile Irpef netto sarebbe di 383 miliardi (800 meno 417 che sono le deduzioni rivenienti dalla no tax area) che tassati al 20% porterebbero le entrate Irpef a 76,6 miliardi, cioè 86,4 miliardi di euro in meno rispetto agli attuali 163. Per le società, l’aliquota del 20% porterebbe lo Stato a incassare 31 miliardi dall’Ires (0,2 per 155 miliardi), con una perdita di gettito pari a 9 miliardi. In tutto, con la flat tax le entrate da Irpef e Ires arriverebbero a 107,6 miliardi. Verrebbero quindi a mancare 95,4 miliardi di entrate rispetto agli attuali 203 miliardi.

Berlusconi dice di poter recuperare risorse dalla lotta all’evasione e dalla Spending Review. Sulla Spending caliamo un velo pietoso (in tre anni non si è riusciti mai a venirne a capo) se invece si potesse contare realmente sull’erosione del fenomeno elusivo che emergerebbe con la flat tax…

Fantasiosamente, parliamo di solo di ipotesi, si stima che al fisco attualmente sfugge una cifra fra 200 e 230 miliardi, nella migliore delle ipotesi (230 miliardi recuperati) tassandoli al 20% più una penale sanatoria "x" si possono incassare una tantum circa 50 miliardi rimarrebbe comunque una perdita di entrate fiscali di almeno 45 miliardi. In conclusione (siamo stati molto approssimativi, ma indicativi) si possono recuperare certe entità numeriche solo con una violenta Spending Review e un non superficiale prelievo a deficit complicato da far digerire a Bruxelles. Ipotesi dunque da esaminare ma con precise e concrete coperture, se no si fa la medesima fine dei proclami di Renzi. Abbiamo anche ignorato la norma della progressività contenuta nella costituzione, come tanto altro, ma era solo per far capire ai non addetti ai lavori.

L’abolizione di Equitalia: Equitalia non è altro che l’ente riscossore. È assolutamente vero che la sua funzione è fra le meno nobili e utili del pianeta, ma è anche vero che la procedura seguita da equitalia è solamente l’esecuzione delle leggi che il Parlamento ha varato e che Equitalia applica. Dunque semmai, è da cambiare la normativa sulla riscossione. Chiudere Equitalia per lo Stato non è un problema, assorbirebbe il personale in una nuova sezione dell’Agenzia Entrate preposta alla riscossione e non cambierebbe la sua operatività (stesse persone, stessa aggressività, stessa incompetenza).

Chiudere Equitalia e sanare tutte le cartelle, salverebbe pochi contribuenti accidentalmente schiacciati nella morsa normativa inadeguata della riscossione (cui è possibile dare una mano usando buon senso, attualmente inesistente fra le maglie della norma) ma nello stesso tempo si favorirebbero un mare di “birbaccioni”. Insomma, si fanno sconti a tutti, non solo agli onesti in difficoltà, ma anche ai ladri e delinquenti che sull'evasione delle tasse hanno investito per trattenere a sé le risorse spettanti allo Stato. Invece di chiudere Equitalia bisognerebbe normare meglio lo “strumento” valutando le situazioni di disagio sociale, non è difficile! 

Pensione alle casalinghe: le casalinghe sono sette milioni e mezzo. C’è da aggiungere altro? Nei fatti le casalinghe non versano contributi, è quindi complicato anche solo immaginare eventuali provvidenze per garantire loro 1000 euro il mese, a meno che non si elimini la reversibilità della pensione del coniuge, e l’attuale assegno sociale che in ogni caso non coprirebbe l’enorme esborso.

In conclusione, finché non saranno disponibili programmi concreti di reperimento di coperture per queste proposte costosissime si intravede solamente un rastrellamento di consensi. Purtroppo Silvio Berlusconi ci ha già fatto sapere che Renzi arriverà a fine legislatura (2018) quindi sarà complicato che prima di quella data fornisca elementi concreti su cui lavorare, e a spanne è anche facilmente deducibile che ci troviamo di fronte al solito “vorrei ma non posso” di cui è farcito anche l’attuale esecutivo.

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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