Gender, Savarese (Manif): "Fedeli ammette truffa ideologica. Ora Giannini lo denunci"

30 settembre 2015, intelligo
Ricordate le parole del ministro Giannini sull'inesistenza della teoria gender nella Buona scuola renziana? Una dichiarazione che già allora scatenò numerose polemiche, ma che ora ne crea di nuove dopo quanto detto dalla senatrice Fedeli la quale, di fatto, sostiene che l'educazione di genere sia già nelle scuole. 
Su questo IntelligoNews ha raccolto il contributo di Manif Pour Tous Italia, intervistando il suo portavoce, Filippo Savarese...

Gender, Savarese (Manif): 'Fedeli ammette truffa ideologica. Ora Giannini lo denunci'
La Fedeli ieri ha detto che nella riforma della Buona Scuola c'è già l'insegnamento di genere, una confessione clamorosa alla luce delle recente polemiche?

«Se si ha un barlume d'onestà intellettuale non si può negare l'evidenza, almeno non quando te la sbattono in faccia. Quando leggi nel comma 16 della riforma che le scuole dovranno inserire in ogni dimensione educativa, curricolare ed extracurriculare, un "approccio di genere" non puoi far finta di niente. Quindi mettiamo un punto: la riforma della scuola parla dei temi Gender e li sponsorizza, ed è quello che abbiamo denunciato prima, durante e dopo l'approvazione della legge, su cui centinaia di migliaia di persone si sono riunite a Roma il 20 giugno scorso per difendere i loro figli e su cui si organizzano centinaia di convegni al mese in tutta Italia, la gran parte organizzati dai nostri circoli de La Manif Pour Tous Italia».

La senatrice sostiene però che per "educazione di genere" si intenda mettere in pratica l'art. 3 della Costituzione, che promuove l'uguaglianza tra le persone al di là delle differenze di sesso, religione e orientamento sessuale.

«È un'interpretazione ridicola che dimostra come alla Fedeli sfugga del tutto la reale entità di questi progetti e corsi nelle scuole. Quando si parla di identità di genere a scuola viene sempre presentata come quella dimensione di autopercezione di sé come appartenente ad una serie variabile e indefinita di generi, non solo uomo e donna, ma anche genere fluido, variabile, non conforme, agender, bigender, pangender. Una serie di assurdità ascientifiche che lo stesso Facebook propone di scegliere agli utenti nei dati anagrafici. Questa è la vergogna ideologica in cui si traduce il precetto del comma 16 nella realtà, una dimensione che evidentemente da dentro il Senato è difficile percepire. Da questo noi vogliamo difendete i nostri figli, e lo facciamo ogni giorno con i nostri attivisti su tutto il territorio, che aiutano le famiglie a fronteggiare il Gender nelle scuole».

Dopo le parole della Fedeli, vicepresidente del Senato, scatterà contro di lei la denuncia minacciata pochi giorni fa dalla Giannini per chiunque parlasse di educazione Gender nelle scuole?

«Sarebbe tragicomico! Purtroppo al Ministero hanno la stessa sbagliata percezione della Fedeli. Hanno un'idea blanda e per così dire classica di genere e non sanno che nella pratica accade tutt'altro, con le associazioni Lgbt in prima linea a proporre nelle scuole il suddetto concetto di identità di genere, che non avrebbe nulla a che fare con l'essere nati maschi o femmine. Eppure ormai ogni giorno denunciamo un caso di cosiddetta educazione sessuale o affettiva che abbia questi elementi gravemente dannosi per la salute psichica ed emotiva dei nostri figli e nipoti. Contro questa deriva, che Papa Francesco ha definito la "colonizzazione ideologica del Gender", le famiglie daranno battaglia dura e costante. La Fedeli può stare serena, nel senso ormai noto». 
autore / intelligo
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