Bologna porno-gender. Meluzzi: "La loro sessualità bigotta e la cultura congelata"

30 settembre 2015, Lucia Bigozzi
Bologna porno-gender. Meluzzi: 'La loro sessualità bigotta e la cultura congelata'
“Occorre una vaccinazione contro il moralismo della cultura gender”. Il punto di vista da psichiatra e psicoterapeuta è singolare: Alessandro Meluzzi lo argomenta nella conversazione con Intelligonews commentando il caso del film porno che a Bologna e non solo, sta provocando polemiche e proteste. 

Fa discutere il caso sollevato dal quotidiano La Croce . Dal punto di vista psichiatrico c’è una pornografia che sottende una visione gender della società e a quella si “adegua”?

«La pornografia è una delle forme espressive più antiche dell’erotismo, tradotta in lettere e disegni: basta vedere le manifestazioni di questa natura nell’Antico Egitto o gli affreschi di Pompei, per avere una rappresentazione dell’eros umano in forme naturalistiche più o meno variegate. Tutto ciò fa parte del repertorio antichissimo e sottende una enunciazione della cultura umana in tutte le sue forme, quella omosessuale, bisessuale, transessuale. Pensiamo ad esempio alla cultura indiana con il Kamasutra. Quindi, non vedo grandi relazioni con la pornografia gender. Anzi, devo dire una cosa che la stupirà: occorrerebbe una vaccinazione contro il moralismo della cultura gender».

In che senso?

«La cultura gender è massimamente bacchettona; è una cultura che censura moltissimo, ad esempio, la tendenza prevalente dell’uomo che è quella alla bisessualità. Una osservazione approfondita sul comportamento umano dimostra come sia frequente la bissessualità nell’uomo; intanto perché i soggetti tendono ad essere omosessuali e bisessuali in condizioni estreme, pensiamo alle carceri o alle vecchie navi di un tempo; o per arrivare ai giorni nostri nello sport o negli ambienti militari.  Il fatto che una persona possa avere rapporti bisessuali è più tollerato nel mondo degli eterosessuali che in quello omosessuale. Se uno va coi trans, nel mondo etero viene considerata una perversione mentre nel mondo omosessuale viene censurata in maniera assoluta e definitiva, bollando quella persona come immatura o come un gay represso. Da questo punto di vista, il porno indifferenziato è una vaccinazione culturale nei confronti del moralismo gender. E’ il moralismo politically correct della cultura gender secondo cui uno deve decidere una volta per tutte. Esempio: se uno da eterosessuale diventa omosessuale va tutto bene; ma se uno da omosessuale diventa eterosessuale è uno scandalo e secondo quella cultura non puoi più essere entrambi a seconda delle circostanze»

Qui però pare che per realizzare il film ci sarebbe stato il sostegno di un’istituzione pubblica. Come commenta?

«Prima di sostenere il film porno, a Bologna dovrebbero sostenere le mie comunità. Lo dico per affermare che ci dovrebbe essere una gerarchia di valori.  Fa malissimo il Comune e più in generale l'istituzione pubblica, a sostenere simili iniziative così come fa malissimo a sostenere certe cazz… te di mostre di pseudo-arte senza alcuna qualità. Aggiungo che per me, destinare soldi pubblici alla sagra della castagna per motivi non inclini alla castagna è immorale come sostenere il corso su come si fa un film pornografico»

Non ritiene che da parte del mondo omosessuale e trans vi sia il tentativo di spostare l'asticella ogni volta sempre più avanti?

«Considero la sessualità umana qualcosa che non può essere letto in termini di natura, ma di cultura, simbolo, linguaggio. Se l’uomo viene lasciato allo stato di natura e se pensiamo a quanto la natura umana sia degradata, per chi crede ferita dal peccato originale, si può comprendere l'essenza del ragionamento. Quando diciamo che la natura oltrechè indifferenziata è anche evolutiva, affermiamo che è un bene che un bambino abbia per genitori un papà e una mamma. Se per madre e padre ha due donne tiroidee, o per padri e madri due uomini palestrati, questa è una diminuzione della libertà. Quella gender è una cultura congelata e la prova è che un eterosessuale può diventare omo, ma se un omosessuale vuole diventare etero viene considerato uno scandalo. La cultura gender è una cultura bigotta e io che sono un libertario, attacco il gender da sinistra. Chiudo con un altro esempio: se voglio avere un rapporto bisessuale non voglio che per questo mi si dica che sono un immaturo o un gay negato perché non è vero; sono semplicemente un porco»
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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