Le pagelle di Klaus Davi: "Dal Papa a Renzi fino a Salvini: bocciati e promossi"

30 settembre 2015, Marco Guerra
“Marino pessimo, Renzi caparbio, Salvini ottimo polemista - ma insufficiente in quanto a proposte - e il Papa più politico che spirituale”. IntelligoNews ha sentito il massmediologo, Klaus Davi, per stilare le pagelle dei personaggi più in vista del momento.

Le pagelle di Klaus Davi: 'Dal Papa a Renzi fino a Salvini: bocciati e promossi'
Marino sta diventando lo zimbello della politica italiana. Riguardo questo ultimo viaggio negli Usa c’è stata un pessima gestione della comunicazione?

“Marino è veramente imbarazzante, non ne azzecca più una. Io non vorrei mai lavorare con uno così. È riuscito a offuscare quel poco di buono che ha fatto inanellando una serie di brutte figure incredibili. Essere smentiti dal Papa a pochi mesi dal giubileo è davvero troppo. Io direi che la comunicazione di Marino è inclassificabile”.

Di tutt’altro tenore Renzi, che infatti si tiene alla larga da Marino…

“L’immagine di Renzi non risente delle gaffe di Marino e di altri esponenti locali del Pd perché l’opinione pubblica ritiene che questi amministratori non sono stati scelti dal premier. Marino e Crocetta appartengo ad apparati precedenti all’ascesa di Renzi alla guida del Pd. Ad ogni modo l’attuale presidente del Consiglio lo vedo molto bene dal punto di vista comunicativo. È caparbio, deciso, dotato di grande forza di volontà, ha superato senza danni anche il momento più difficile del suo governo e ora i sondaggi lo danno in risalita. Certo questo non vuol dire che le amministrative del 2016 saranno una passeggiata”.

Che mi dice invece di Salvini, come sta gestendo la sua immagine?

“Salvini è bravissimo a fare polemica. Diciamo che in fase di opposizione e contestazione delle politiche governative ed europee non ha rivali, ma per quanto riguarda la fase propositiva è ancora molto deficitario. Questo perché non può contare su una squadra di alto livello. Si, c’è Borghi che è un ottimo economista, c’è Fedriga che ha un’immagine rassicurante, c’è Calderoli che è ancora molto attivo sul fronte parlamentare, ma poi la nuova Lega cos’altro offre? Bossi all’inizio della sua esperienza poteva avvalersi di gente come Miglio e Maroni. Renzi si è fatto affiancare da Padoan per le scelte economiche e lo stesso Berlusconi, nella prima parte della sua carriera politica, si era contornato di collaboratori di grande spessore. Quindi Salvini rischia di consegnare la fase propositiva a Forza Italia, se non riuscirà a strutturare una proposta alternativa credibile”.

Renzi, però, può contare su un partito molto radicato sul territorio…

“Anche la Lega è molto radicata in tutto il centro-nord, infatti per quanto riguarda le amministrative del 2016 è facile prevedere che otterrà grandi risultati, ma per mettersi alla guida del centro-destra manca ancora qualcosa”.

Nel panorama della comunicazione c’è poi lo scontro sempre più rovente tra i gender e gli anti-gender. Due categorie che in gran parte corrispondono al mondo omosessuale da una parte e a quello delle famiglie cattoliche dall’altra. Che immagine stanno offrendo queste due comunità?

“Diciamo che nel mondo cattolico non esiste una comunicazione univoca. C’è una tale pluralità di posizioni che è più giusto parlare di dialettica cattolica. Vediamo infatti che c’è un Papa che ha fatto molte aperture e che allo stesso tempi c’è una parte importante del mondo cattolico che sta su posizioni più conservatrici riguardo i cosiddetti temi sensibili. Credo quindi che il Pontefice sia consapevole che non potrà fare ulteriori strappi perché già adesso il suo magistero appare molto più sensibile alle questioni sociali che non a quelle spirituali, rischia quindi di apparire come un leader politico. Insomma, parlando chiaramente, non possiamo aspettarci che la Chiesa riconosca pienamente le unioni dello stesso sesso”.

Nel mondo omosessuale c’è la stessa dialettica, la stessa pluralità di posizioni?

“Beh no, se parliamo di diritti civili credo no. La comunità omosessuale è abbastanza compatta nel chiedere il riconoscimento dei diritti. Direi che su questo versante tutti condividono alcune rivendicazioni e le posizioni sono meno plurali di quelle all’interno della comunità cattolica”. 
autore / Marco Guerra
Marco Guerra
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