"Cronache di frontiera", così la tv racconta la periferia

30 settembre 2015, Americo Mascarucci
'Cronache di frontiera', così la tv racconta la periferia
«Cronache di frontiera»
, ossia la periferia romana raccontata dal punto di vista cinematografico ma senza filtri, né intermediazioni, attraverso un viaggio reale e scevro da considerazioni politicamente corrette. È la nuova serie, sotto forma di documento giornalistico, proposta in quattro puntate da questa sera su Sky Tg 24 HD alle 21,10.

In onda anche  sul canale 27 del digitale terrestre, la serie Tv mette in luce la situazione in cui vivono gli abitanti delle periferie della Capitale costretti a fare fronte al degrado, alla micro criminalità in aumento e alla sempre più complessa coabitazione con gli extracomunitari. Naturalmente l’inchiesta televisiva non poteva non prendere in considerazione i quartieri di Roma considerati più malfamati, quelle borgate che tanto affascinavano Pasolini ma alle quali da anni non si riesce ad assicurare adeguate condizioni di vivibilità, né standard di sicurezza accettabili. Parliamo in particolare di Tor Bella Monaca, Torre Angela, Torre Maura, Giardinetti, Torrespaccata, tutte zone che quotidianamente sono teatro di gravi fatti di cronaca nera; spaccio di droga, regolamenti di conti, sparatorie, omicidi, pestaggi, rapine ecc. 

La serie tv evidenzia lo stato di disagio e di eterna preoccupazione in cui vivono i residenti di questi quartieri edificati male, più per soddisfare la sete di profitto dei cosiddetti palazzinari che per venire incontro alle reali esigenze abitative della popolazione. Le cause del degrado sono chiare a tutti, determinate da un’incapacità del passato, riproponibile nel presente, nel saper inglobare queste realtà nel tessuto della città. Oggi Tor Bella Monaca e le altre borgate appaiono come “corpi estranei” rispetto alla Capitale, vere e proprie “isole” infelici, dove l’assenza delle istituzioni ha finito per favorire una sorta di Bronx, vere e proprie zone prive di legge , dove manca ogni minima regola di convivenza civile. Un pugno nello stomaco delle amministrazioni capitoline, da quella attuale a quelle del passato che sembrano portare addosso il peso di una politica urbanistica priva di etica e di reale interesse sociale. Ai cronici problemi di vivibilità che durano da trent’anni si sono poi aggiunti quelli legati all’arrivo degli extracomunitari che hanno popolato questi quartieri in numero sempre più consistente aggiungendo emergenza ad emergenza. 

«In questa zona di Roma (le periferie suddette) ci sono 74 etnie differenti. È una vastissima area abitata per un terzo da extracomunitari», sottolinea Alessandro Lostia di Freemantle che ha prodotto in Italia la docu-serie basata sul format originale inglese Benefts Street. «L’immigrazione è oggi strumentalizzata da ogni parte - puntualizza Sarah Varetto, direttore di Sky Tg24 - Noi abbiamo voluto realizzare un prodotto nuovo, utilizzando solo una telecamera accesa senza l’ausilio di sociologi o esperti. Il nostro è un racconto pulito, senza alcun orpello che possa deformare la realtà. Siamo andati da vicino a vedere l’evoluzione delle periferie della Capitale senza interpretazioni e senza proporre soluzioni. "Cronache di frontiera", conclude la Varetto, non è un’inchiesta, non ha alle spalle un lavoro giornalistico, è solo la rappresentazione di quello che abbiamo visto, un racconto, cioè, basato sulle emozioni». 
Le telecamere hanno incontrato e raccontato le storie di persone diverse, tutte però costrette a vivere in queste realtà fra mille difficoltà e con la sfiducia di non veder mai risolto nulla. Tante ombre quindi ma anche qualche luce. 

Perché il degrado, la paura, il dramma dell’insicurezza perenne, produce anche tanta straordinaria solidarietà fra le persone costrette ad affrontare quotidianamente gli stessi problemi, le stesse ansie, le identiche paure. Sullo sfondo poi ci sono loro, i giovani, i protagonisti delle nuove generazioni. Quale futuro li attende? Che strada sceglieranno? Quella di chi fra mille difficoltà cerca di mantenersi onesto, o quella di chi invece ha scelto la strada più semplice ma la peggiore, quella cioè di diventare manovalanza della criminalità, incentivando la delinquenza? E soprattutto, le nuove generazioni potranno sperare in un futuro migliore o anche solo in una maggiore attenzione per le periferie? Chissà che questa serie tv non contribuisca a risvegliare tante coscienze sorde?

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