James Dean, 60 anni dopo il mito resiste

30 settembre 2015, Luca Lippi
James Dean, 60 anni dopo il mito resiste
La domanda da porsi è se il mito di James Dean risiede nel suo essere oppure non suo non essere più troppo in fretta.

Il 30 settembre del 1955 muore in un incidente stradale a soli 24 anni. È possibile in quell’epoca essere un mito a soli 24 anni? Cosa avrebbe mai potuto fare, seppure uomo di cinema,  per diventare una icona in così poco tempo?

Viene dalla campagna americana James Dean, all’università non  riesce negli studi di giurisprudenza e quindi dirotta su studi teatrali la sua nascente (o mai nata) carriera. Una pubblicità della Pepsi Cola, poi il trasferimento a New York per frequentare l’Actors Studio gli aprono la strada a partecipazioni televisive e poi cinematografiche, ma di poco conto.

Poi arriva il 1955, l’anno in cui succede tutto, e “La Valle dell’Eden” di Elia Kazan è il primo ruolo da protagonista. Nel film interpreta il ruolo del giovane Cal, in conflitto col padre autoritario.

Il regista racconterà che la maggior parte delle scene furono girate quasi senza copione talmente era la naturalezza di James Dean nell’interpretazione del ruolo.

È dunque questo il mito? Il ribelle? Quanti ribelli nella storia del cinema abbiamo conosciuto prima e dopo di James Dean?

Forse il mito è quello di primo attore ad avere ricevuto l’Oscar post mortem? Stiamo parlando di un giovane tutto sommato dissoluto, fragile caratterialmente, dedito all’alcool…troppa roba per un 24 enne della sua epoca.

Allora sarebbe più corretto titolare “nascita e morte del mito” se il mito è la rappresentazione di tutto quello che un giovane sogna ma sa autonomamente di non poter pretendere di essere finchè è “animale sociale”

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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