Il Papa vede Kim Davis: è il Francesco che Obama non vuole

30 settembre 2015, Americo Mascarucci
Finché è il “Papa di Obama” va tutto bene, ma quando Francesco torna ad essere a tutti gli effetti il capo della Chiesa e ad anteporre i valori etici al politicamente corretto, allora meglio non concedergli eccessiva visibilità. 
Ecco quindi che pochissime notizie sono trapelate sull'incontro segreto che il Papa avrebbe avuto con  Kim Davis, l’impiegata di Contea del Kentucky che è andata in prigione dopo essersi rifiutata di rilasciare una licenza di matrimonio a una coppia omosessuale. In pratica la donna è stata punita per aver esercitato quel diritto all'obiezione di coscienza che il “democratico” Obama ha combattuto in tutti questi anni, sia per i medici che rifiutano di praticare aborti sia per chi, come l’impiegata in questione, rifiuta di registrare le nozze gay. 


L’incontro si sarebbe svolto a Washington negli uffici della Nunziatura su iniziativa del nunzio in Usa Carlo Maria Viganò approfittando della presenza della Davis in città per ritirare un premio. 
Secondo quanto riferito dalla Davis, che non è cattolica bensì evangelica pentecostale, il Papa l’avrebbe abbracciata e parlandole in inglese avrebbe elogiato il suo coraggio. «Il Papa mi ha parlato in inglese – ha dichiarato Kim Davis – non c’erano interpreti. Mi ha detto: grazie per il suo coraggio. Ho risposto: grazie a Lei, Santo Padre. In precedenza avevo chiesto a un monsignore quale fosse il modo corretto di rivolgersi al Papa, e se fosse appropriato che lo abbracciassi, e mi hanno detto che sarebbe stato ok abbracciarlo. È stato un momento straordinario. Resti forte, mi ha detto e mi ha dato in dono un rosario. Sono scoppiata a piangere, ero profondamente emozionata». 

Rosario che la donna regalerà ai propri genitori che invece sono cattolici praticanti. 

Come mai l’incontro è rimasto segreto? Ovvio, perché renderlo pubblico nei giorni del viaggio in Usa avrebbe creato imbarazzo al presidente Obama che, come detto, in campo etico sostiene posizioni in netto contrasto con il Magistero della Chiesa. 
Viene da chiedersi: come mai il Santo Padre non ha voluto citare il caso di questa impiegata nei suoi ripetuti interventi in terra statunitense? Come mai il tema del diritto all'obiezione di coscienza non ha ottenuto la stessa rilevanza concessa ai temi ambientali visto che nella “democratica” America, faro della civiltà e del progresso civile, oltre a mandare la gente sulla sedia elettrica, la si sbatte in prigione se fa obiezione sui temi etici? Non è forse anche questa una forma di ingiustizia da denunciare e condannare? 

O forse ciò avrebbe troppo giovato ai Repubblicani che diversamente da Obama difendono il diritto all’obiezione di coscienza per tutti, dai medici antiabortisti agli impiegati contrari alle nozze gay? Se è vero che Bergoglio ha elogiato l’eroismo di questa donna, come mai poi davanti ai vescovi ha intimato loro di non utilizzare la Croce come vessillo di lotte mondane? Insomma, negli Usa oltre al Francesco pubblico, c’è stato anche un Francesco privato? 
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