Istat, disoccupazione scende “solo” all’11,9%

30 settembre 2015, Luca Lippi
Istat, disoccupazione scende “solo” all’11,9%
Avevamo ampiamente previsto il dato, esattamente a luglio prima della pausa estiva, quando avevamo parlato della necessità di rivedere le stime Istat a partire da ottobre 2015 (i dati di settembre), quando l’euforia da impiego stagionale fosse finita.

Dunque i dati, peraltro assai sotto le attese per una stagione assai favorevole rispetto alle ultime (estate 2014 e 2013) ci dicono che scende sotto la soglia 12% la disoccupazione totale in Italia.

Nel dettaglio, risulta pari all'11,9% dal 12% precedente (crescita degli occupati a +69mila unità). 

Negli ultimi dodici mesi il tasso di disoccupazione è diminuito di 0,7 punti. In aumento invece il tasso di disoccupazione tra i giovani, passato dal 40,4 al 40,7%. 

Questo sta a significare che c’è una erosione del campo più favorevole ai giovani in cerca di occupazione, operata dalla crescente percentuale di inoccupati più maturi vuoi per licenziamenti dovute alla chiusura di attività commerciali, vuoi per riduzione della forza lavoro da parte di aziende impantanate nella crisi economica.

Si conferma anche il trend di crescita degli occupati, che dopo i rialzi di giugno (+0,1%) e di luglio (+0,3%), segna in agosto un incremento dello 0,3% pari a +69 mila nuovi occupati. 

Specifica correttamente l'Istat, che l'aumento dei lavoratori alle dipendenze (+70 mila), è in prevalenza a termine (+45 mila). 

Il tasso di occupazione aumenta di 0,2 punti percentuali, arrivando al 56,5%. Su base annua l'occupazione cresce dell'1,5% (+325 mila persone occupate) e il tasso di occupazione di 0,9 punti. 

Rispetto ai tre mesi precedenti, nel periodo giugno-agosto il tasso di occupazione cresce (+0,2 punti percentuali), mentre calano il tasso di disoccupazione  (-0,2 punti) e il tasso di inattività (-0,1 punti). 
 
Come detto, dopo che nel mese di luglio gli inattivi avevano segnato una crescita di +0,6%, nel mese di agosto gli stessi (tra i 15 e i 64 anni) risultano diminuiti nell'ultimo mese dello 0,6% (-86 mila persone inattive). Quindi un saldo pari a zero, tuttavia se consideriamo il dato di giugno 2015 dove gli inattivi avevano visto una contrazione di 0,4% Il tasso di inattività su base annua è di appena +0,5%.

In conclusione, rispetto a quanto è costato rimettere in movimento il mercato del lavoro (facendo il conto della serva) con i dati Inps ai primi di settembre abbiamo quanto segue:

lo stato avrebbe incassato dalle aziende come contributi 710.000 x 8000 x 3 = 17 mld di euro in tre anni. Oggi invece, lo stato paga (versa all'Inps) al posto delle aziende 1.093.000 x 8000 x 3 = 26,2 mld in tre anni, quindi ad oggi un saldo netto di 230.000 assunti ci è costato "solo" 43 mld di euro in tre anni. Ogni nuovo assunto ci è costato "solo" 43 mld : 230.000 = 186.956 euro per ogni nuovo assunto. E' più del costo lordo aziendale medio che l'azienda paga per un neo assunto!

Forse è un pò poco 11,9% di tasso di disoccupazione?

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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