Troppi pesticidi, Legambiente suona l'allarme

30 settembre 2015, Americo Mascarucci
Troppi pesticidi, Legambiente suona l'allarme
Legambiente ha lanciato l’allarme; sulle nostre tavole continuano ad arrivare prodotti contaminati dall’utilizzo spesso eccessivo e sproporzionato dei pesticidi. 

E’ quanto emerso dal nuovo rapporto sui residui chimici nei prodotti ortofrutticoli e derivati in commercio in Italia dal titolo “Stop pesticidi” presentato a Expo 2015 nell’ambito del primo raduno nazionale degli agricoltori e artigiani che operano nel rispetto del patrimonio ambientale, sociale, culturale dei territori e che hanno adottato buone pratiche di coltivazione. 
Il quadro è purtroppo a tinte fosche, anzi nere. 

Il 42% dei campioni analizzati su un totale di 7132 risulta contaminato da uno o più sostanze chimiche. 
Il multi residuo, ossia la presenza concomitante di più residui chimici in uno stesso campione alimentare, è salito di cinque punti percentuale dal 2012 al 2014, passando dal 17,1% al 22,4%, con campioni da record: cinque residui nelle mele, otto nelle fragole, quindici nell’uva da tavola, cioè in alimenti dalle ben note proprietà nutrizionali che però finiscono sulle nostre tavole carichi di pesticidi. Ciò nonostante in Italia sia stato rilevato un costante aumento della superficie coltivata con metodo biologico con un più 23,1% dal 2010 al 2013, e una sempre maggiore diffusione di pratiche agricole alternative e sostenibili. 
Tuttavia l’uso della chimica in agricoltura resta elevato al punto che quelli italiani sono i primi consumatori europei di fitofarmaci e molecole chimiche per l’agricoltura secondo l’ultimo rapporto Eurostat. 

L’esposizione ai pesticidi, assunti con il cibo è sicuramente più bassa rispetto ad altri tipi di esposizione, come ad esempio quella diretta dei lavoratori agricoli. Ma gli studi scientifici dimostrano che i pesticidi possono produrre effetti negativi sulla salute anche a basse dosi. Poiché manca ancora oggi una piena conoscenza dei loro meccanismi d’azione e interazione, la ricerca scientifica deve proseguire, sostenuta da un maggiore investimento. 

Nel frattempo, dovrebbe essere applicato il principio di precauzione per garantire la tutela della salute dei consumatori.
“La normativa vigente  – ha dichiarato la direttrice di Legambiente Rossella Muroni – ha portato nel tempo a controlli più stringenti sull’uso corretto dei pesticidi in agricoltura, tuttavia i piani di controllo dei residui di fitosanitari negli alimenti, predisposti a livello europeo e nazionale, non dedicano la giusta attenzione al fenomeno del multi residuo e delle sue possibili ripercussioni sulla salute dei consumatori. La normativa infatti, continua a considerare sempre un solo principio attivo, fissandone i limiti come se fosse l’unico a contaminare un prodotto. 

Come abbiamo visto però, i residui possono essere anche più di dieci e dunque è fondamentale che l’Efsa (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare)  si attivi per valutare e definire i rischi connessi ai potenziali effetti sinergici sulla salute dei consumatori e degli operatori e quelli sull’ambiente. Anche la legislazione europea (Regulation (EC) No. 396/2005) chiede che nella determinazione del LMR si tenga conto  dei possibili effetti cumulativi, additivi e sinergici tra le sostanze, metodologia che oggi tarda ad essere applicata”. 

Le sostanze attive più frequentemente rilevate sono ancora oggi il Boscalid, il Captano, il Clorpirifos, il Fosmet, il Metalaxil, l’Imidacloprid, il Dimetoato, l’Iprodione, che si rintracciano nelle matrici alimentari e nei loro prodotti derivati, spesso associate a creare preoccupanti combinazioni, i cui effetti sinergici sulla salute dell’uomo e sull’ambiente sono terreno di studio poco approfondito.

caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]