Funerale Ingrao. Boldrini-'Bella Ciao', Fusaro: "Fa l'antifascista, ma accetta i veri fascismi di oggi"

30 settembre 2015, Andrea De Angelis
C'era anche Laura Boldrini alla commemorazione per Ingrao, morto alla veneranda età di cento anni lo scorso lunedì. Un lutto enorme per la politica italiana, che ha visto presenti a Montecitorio le massime cariche dello Stato, dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, alla Presidente della Camera. E proprio Boldrini avrebbe intonato 'Bella Ciao' seguendo il coro spontaneo della piazza che, in questo modo, ha voluto ricordare Ingrao. 
Una decisione giusta? IntelligoNews, dopo averlo chiesto a Paolo Ferrero, ha posto questa domanda anche al filosofo Diego Fusaro...

Funerale Ingrao. Boldrini-'Bella Ciao', Fusaro: 'Fa l'antifascista, ma accetta i veri fascismi di oggi'
Anche Laura Boldrini sembra aver intonato 'Bella Ciao' insieme a gran parte della folla presente per l'addio ad Ingrao. Che effetto le fa?

«A dirle la verità non ho seguito questa vicenda, ma sulla Boldrini si possono dire molte cose. Diciamo che questa volta mi fa sorridere il fatto che intoni 'Bella Ciao' e si prodighi per l'antifascismo quando poi, come altri, va accettando tutte le forme che potremmo chiamare di fascismo economico contemporaneo».  

A cosa si riferisce?

«All'Unione Europea, ad esempio. Vedo una contraddizione, mi sembra che l'antifascismo oggi serva come alibi per non essere contro il sistema economico dominante».  

Crede che Ingrao si comporterebbe in modo diverso verso quello che lei chiama fascismo economico contemporaneo?

«Non sono un esperto del pensiero e dell'opera di Ingrao, sicuramente l'antifascismo ha senso in presenza di fascismo. In assenza di fascismo tempo che possa essere l'alibi per non essere contro le nuove contraddizioni economiche».  

Tornando alle figure super partes, non è semplice indossare i panni dell'arbitro quando fino a poco prima si indossava la maglietta di un partito o di una parte politica...

«Certamente, infatti non esiste una visione super partes, sarebbe ipocrita pensare che possa esistere. Ogni visione è condizionata storicamente, ideologicamente e la cosa più onesta è dire sempre qual è la propria visione del mondo. La parzialità di oggi non è quella che fu di Ingrao, ma una finta opposizione diffusa che si oppone a tutto tranne, ahimè, che alle disuguaglianze sociali». 


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