"La verità sta in cielo" e in Vaticano per Faenza: quell'ultimo metro - TRAILER

30 settembre 2016 ore 12:10, Lucia Bigozzi
Il mistero di Manuela Orlandi in un film. Che ha una mission precisa: “farti arrivare ad un metro dalla verità: speriamo che contribuisca chi può a percorrere quell’ultimo metro”. E’ più di un auspicio quello di Roberto Faenza, il regista che firma “La verità sta in cielo”, e rilegge dopo 33 anni la vicenda di Emanuela Orlandi, la quindicenne romana, cittadina vaticana, scomparsa nel nulla. Si tratta di uno dei grandi casi irrisolti d’Italia al pari di tanti altri che restano ancora avvolti in una nebulosa. Figlia di un commesso della Prefettura vaticana, della ragazza uscita da casa un giorno di 33 anni fa, non si è saputo mai nulla di concreto, nonostante le segnalazioni e il percorso o i percorsi che hanno preso le indagini degli inquirenti. La vicenda di Emanuela Orlandi è oggi il focus dentro al quale Roberto Faenza racconta e approfondisce “La verità sta in cielo”, interpretato da Riccardo Scamarcio, Valentina Lodovini, Maya Sansa e Greta Scarano. In realtà non si tratta di una pellicola evocativa, che “ricuce” insieme i pezzi della storia, perché i critici lo considerano alla stregua di un lavoro di documentazione e in questo senso il film sembra avere più il taglio e il passo di un documentario. Il lavoro di Faenza esce nelle sale cinematografiche italiane il 6 ottobre. L’intento dichiarato dal regista è quello di ricostruire nel solco dei fatti realmente accaduti, tutte le sequenze e le vicende che sulla scomparsa di Emanuela Orlandi hanno coinvolto, a vario titolo, lo Stato italiano, quello vaticano, la Banda della Magliana, i servizi segreti internazionali e il Banco Ambrosiano. Il tutto lungo un percorso che come spiega il regista, arriva ad un metro dalla verità. 

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Un metro ma l’obiettivo non è ancora centrato e per compiere quell’ultimo metro che manca per acchiappare la verità, sostiene sempre il regista, sarebbe fondamentale il contributo del Vaticano
perché, aggiunge Faenza, la famiglia di Emanuela Orlandi che non ha mai smesso di cercarla e di invocare la verità, “ritiene che in Vaticano esista un dossier secretato che conterrebbe la verità su questa vicenda. E ha chiesto al Papa un’udienza dopo che Bergoglio ha parlato del caso. Non credo che in questo dossier non ci sia la verità assoluta, ma penso che già solo aprirlo sarebbe importante. Anche per questo secondo me il Papa dovrebbe vedere il film: gliene manderò una copia”. Infine sottolinea l’importanza del distributore del film che in questo caso è la Rai di cui evidenzia “il coraggio” di “prendersi questa patata bollente, anche perché noi apriamo uno squarcio sulla verità nell’ultima parte”. Da non dimenticare infatti, è questo un altro tasto su cui batte Faenza, che nel caso della Orlando ruotano personaggi ancora attuali e viventi: ipotesi investigative portano infatti – conclude il regista del film - a “Massimo Carminati che è indagato nel processo di Mafia capitale, l’erede di De Pedis. Con il film si capisce quanto De Pedis fosse veramente fosse potente e che tipo di capacità avesse nel soggiogare, corrompere, costringere, e avere rapporti con tantissime personalità delle istituzioni”. 
Ecco il trailer ufficiale del film di Roberto Faenza con Riccardo Scamarcio tra i protagonisti:


autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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