Per Renzi il referendum si vince col "Patto del Nazareno"

30 settembre 2016 ore 11:59, Americo Mascarucci
Matteo Renzi vuole vincere il referendum del 4 dicembre ma vuole farlo aprendosi a destra.
Una strategia che, tanto per cambiare, ha allarmato la minoranza Dem che vede all'orizzonte riapparire il Patto del Nazareno. 
Per altro si vocifera da giorni di un attivismo molto nascosto di Denis Verdini rivolto a riportare Silvio Berlusconi al tavolo delle trattative con il Premier.
Verdini da settimane sarebbe scomparso dalla scena pubblica, ma si starebbe dedicando a tessere la tela dei contatti fra Pd e centrodestra da dietro le quinte. E c'è chi continua a giurare che fra lui e Berlusconi i rapporti siano rimasti sempre ottimi.
Ad ogni modo che Renzi guardi al centrodestra è chiaro, stando almeno alle dichiarazioni giunte da Perugia dove il Premier ha aperto ufficialmente la campagna elettorale per il Sì.
"Il referendum non è il congresso del Pd - ha detto - e saranno decisivi i voti della destra. Un autorevole esponente della minoranza Pd mi ha criticato perché voglio prendere i voti di destra. Sì, forse è per questo che si chiama minoranza, io vorrei chiamarmi maggioranza. Se non prendi il voto degli altri ti chiami minoranza, io voglio essere maggioranza e cambiare le cose". 
Più chiaro di così! E per rendere ancora più logico il suo pensiero, Renzi ribadisce la disponibilità a rivedere l'Italicum magari accettando una legge elettorale basata sulla coalizione e non sul partitismo. Proprio come chiede Forza Italia che con il voto di coalizione avrebbe la possibilità di battere il Movimento 5Stelle.

Per Renzi il referendum si vince col 'Patto del Nazareno'
Renzi non ci sta a personalizzare il referendum e attacca
"Sulla scheda elettorale in fondo non c’è scritto volete voi cancellare dalla faccia della terra il governo Renzi - attacca ancora Renzi - Il governo Renzi può essere cancellato ogni giorno in Parlamento, in qualsiasi momento, o alle elezioni politiche, dai cittadini. Oggi si discute di altro. Oggi si discute di Italia, non di una persona". 
Eppure i segnali che giungono dal centrodestra sarebbero diametralmente opposti con il patto per il No sancito dall'incontro fra Berlusconi-Salvini-Meloni.
Ma Berlusconi in tutti questi anni si è rivelato sempre imprevedibile, pronto a sparigliare i giochi dalla sera alla mattina.
E poi, non è stato forse Stefano Parisi a dirsi d'accordo ad una costituente per le riforme?
Renzi respinge anche le accuse sulla scheda e il cosiddetto "quesito truffa".
 "E' il quesito che viene dal titolo della legge, non è un complotto, ce lo avevano anche i sostenitori del no - spiega Renzi - Per questa legge ci sono stati 84 milioni di emendamenti, 121 modifiche, due anni e due mesi di discussione in Parlamento, non ce n'è stato uno che abbia fatto un emendamento sul titolo della legge. Se vogliono la palude si prendano altri. Non so se toccherà ancora a noi ma finché toccherà a noi noi vogliamo cambiare".

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