Le parole della settimana: XENOFOBIA? "Gli italiani hanno paura degli immigrati"

30 settembre 2016 ore 12:16, Paolo Pivetti
Dunque, gli Italiani hanno paura degli immigrati. Non è semplicemente un’opinione corrente, un sentimento diffuso che ciascuno può verificare. È il risultato serio e attendibile di un’indagine Demos-Repubblica, e reso autorevole dal fatto che a pubblicarlo sia stata proprio la Repubblica, fonte insospettabile, lunedì scorso, 26 settembre. Il titolo, di prima pagina, per esteso suona:

“Paura degli immigrati gli italiani favorevoli a chiudere le frontiere”

Non c’è punteggiatura perché i giornali fighi non mettono più né punti né virgole; e poi italiani minuscolo anche se, in quanto nome di nazionalità, la grammatica lo vorrebbe maiuscolo: ormai va così.

Sapete come si chiama, in italiano corretto, la paura degli immigrati? Si chiama xenofobia. È un termine coniato all’inizio del Novecento mettendo insieme due parole dell’antica lingua greca: i nomi xenos, straniero, e phòbos, paura, come, nel linguaggio della psicologia, claustrofobia, paura del chiuso, e agorafobia, paura degli spazi aperti. Chiave di tutto, la terminazione fobìa, scientificamente paura. La parola xenofobia fece la sua comparsa nel 1901, in un romanzo di Anatole France; poi entrò a pieno diritto nel vocabolario di psicologi e sociologi.

Il guaio fu quando cadde in mano ai politici, che ne fecero subito un’arma contundente, falsandone il significato da paura a odio per lo straniero, e confondendo del tutto impropriamente la xenofobia con il razzismo. Ed ecco per esempio, tra le tante istituzioni di cui la Comunità Europea si vanta, l’”Osservatorio europeo per i fenomeni di razzismo e xenofobia”.

Ma quella xenofobia che La Repubblica autorevolmente rileva come sentimento ormai maggioritario tra gli Italiani non ha nulla a che fare con il razzismo. Essa infatti è un sentimento a posteriori, nato cioè dall’esperienza, diretta o indiretta, dei problemi reali, drammatici, semre più angoscianti, che la presenza di un numero incontrollato di immigrati sulla nostra terra pone. Il razzismo, al contrario, è un sentimento o una visione della vita a priori, che nasce cioè dalla mostruosa idea che tra gli uomini ci sia una razza destinata a dominare le altre. È un sentimento quasi sconosciuto al nostro popolo, nonostante gli sforzi di tanta informazione di sinistra per convincerci che siamo razzisti. No, non siamo razzisti; noi semplicemente abbiamo paura di ciò che sta accadendo oggi, con l’immigrazione illegale e incontrollata, non solo tollerata ma incoraggiata di fatto dal buonismo politically correct del governo e del pensiero unico dominante. E venga qualcuno a dimostrarci che abbiamo torto.
autore / Paolo Pivetti
Paolo Pivetti
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