Funerali Peres, Sbai: “Lui ha fatto tanto per dialogo e pace, ora tocca ai palestinesi. Momento è drammatico"

30 settembre 2016 ore 12:32, Lucia Bigozzi
“Peres ha fatto veramente tantissimo per il dialogo e la pace; ora sta ai palestinesi fare altrettanto con altrettanta determinazione”. Non usa giri di parole Souad Sbai, giornalista ed esperta di terrorismo internazionale e scenari geopolitici, che nella conversazione con Intelligonews commenta il ruolo del leader israeliano nel giorno dei funerali ma allarga l’analisi all’emergenza terrorismo, con una “profezia”… 

Ai funerali di Peres stretta di mano tra Netanyahu e Abu Mazen: è un messaggio di speranza oppure la situazione mediorientale resterà irrisolta?

"Deve essere per forza un messaggio di dialogo e di pace, altrimenti … Peres ha fatto veramente tantissimo per il dialogo e la pace; ora sta ai palestinesi fare altrettanto con altrettanta determinazione. Se in questo momento così drammatico per il mondo non vogliono dialogare, vuol dire che ci sono altri interessi e altri personaggi con interessi economici sulla Palestina e a tenere il mondo col fiato sospeso su questa questione. Noi non ci stiamo più, il dialogo deve esserci in tutti i modi".  

Funerali Peres, Sbai: “Lui ha fatto tanto per dialogo e pace, ora tocca ai palestinesi. Momento è drammatico'
Isis e Al Qaeda: quanto la questione riguarda o spaventa anche gli ebrei oltre agli occidentali?

"Mah, non direi che spaventa gli ebrei perchè sono abituati al terrorismo e sono anche pronti ad affrontarlo; hanno avuto tanti attentati, conoscono la materia, hanno fatto studi specifici e hanno speso molto sulla sicurezza, quello che non ha fatto l’Europa. Io penso che questo è un momento ancora più drammatico perché l’Isis sta perdendo posizioni e i suoi uomini stanno diventando molto più aggressivi. Solo qualche giorno fa una cinquantina di terroristi sono stati catturati in Marocco mentre stavano preparando bombe chimiche per attacchi in Europa; perciò secondo me è giusto non fare allarmismi ma occhio, va benissimo l’aiuto umanitario ma dentro i barconi dei migranti possono nascondersi personaggi molto nocivi per la nostra stabilità".

Però sull’allarme terrorismo si ha la sensazione che stia calando di nuovo il silenzio: è bene parlarne di meno e agire di più o ne va parlato?

"Bisogna parlarne e tantissimo, ovviamente senza fare allarmismo. Il fatto che sia calato il silenzio è grave. Capisco che la questione politica induca al non parlarne troppo e se accanto a un silenzio apparente c’è un’attenzione a 360 gradi, concreta ed efficace, allora mi va bene anche il silenzio, ma se passata l’onda degli attentati e dell’attenzione mediatica c’è solo il silenzio è un errore madornale perché i terroristi oggi stanno preparano uno tsunami… e non lo dico io". 
autore / Lucia Bigozzi
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