Pensioni: al via la fase2 col fondo di garanzia per i 30enni. Novità

30 settembre 2016 ore 12:54, Luca Lippi
Non è solo un auspicio o una richiesta inevasa, si pensa un po' a tutto, sempre facendo i conti con le disponibilità di bilancio. C'è chi vuole pensare per tempo, cioè anticipare eventuali criticità che nel tempo possono concretizzarsi, e se si dovesse solo continuare a fare provvedimenti e riforme per “rattoppare” l’immediato, dimenticando di pianificare un futuro meno buio per le giovani generazioni che fra trenta o quarant’anni si troveranno a dover affrontare una situazione di pericolosissima precarietà, allora sarebbe un problema serio, ma non è così.
Si comincia a parlare di un fondo di tutela per i trentenni, un fondo che nella realtà già esiste, e solo di recente si potrà cominciare a capirne le offerte, tuttavia l’attenzione ai trentenni ora, a margine della riforma delle pensioni, prende in esame anche la possibilità di “costruire” un futuro (inteso come futuro pensionistico) per chi ormai è costretto a costruire la propria carriera professionale nel totale precariato che da situazione transitoria tende a diventare cronica fino alla normalità.

Il fondo che già c’è
I nuovi contratti del Jobs Act, dalle banche sono considerati contratti di serie B, non offrono garanzie e soprattutto non rientrano nei parametri di sicurezza reddituale del contraente adeguati alla concessione di prestiti, leasing o mutui.
Il governo non lo ammette, ma nei fatti ne comprende la dinamica e sta già cominciando a correre ai ripari, lo scopo è quello di salvare capra e cavoli.
Attraverso la campagna "Casa? Cosa Possibile!" vengono presentate diverse agevolazioni fiscali, inserite nella scorsa legge di stabilità, che il contribuente può sfruttare per recuperare parte delle spese sostenute per acquistare nuovi pezzi di arredamento o apportare migliorie, oltre a facilitazioni e agevolazioni fiscali per coloro che intendono investire nell'acquisto di un immobile. 
Queste misure vengono presentate come indirizzate in particolar modo ai giovani e a chi ha necessità di finanziamenti e garanzie per accedere a un mutuo. Insomma, Casa? Cosa Possibile! non è un vero e proprio piano di agevolazioni destinato a chi vorrebbe acquistare o ristrutturare la propria casa, ma è una campagna informativa che pubblicizza misure e proroghe già esistenti e già inserite nella legge di stabilità relativa al 2016.
Il Fondo di garanzia per l'acquisto e la ristrutturazione della prima casa, che consente di richiedere mutui ipotecari fino a 250.000 euro avvalendosi delle garanzie statali per la metà dell’importo è aperto a chiunque sia proprietario o voglia acquistare abitazioni che non abbiano caratteristiche "di lusso" e prevede l'applicazione di un tasso non superiore al Tasso Effettivo Globale Medio rilevato dal Mef per le giovani coppie in cui almeno uno dei due componenti non abbia superato i 35 anni, per i giovani di età inferiore ai 35 anni titolari di un rapporto di lavoro atipico, per i nuclei familiari mono-genitoriali con figli minori e conduttori di alloggi di proprietà degli Iacp. 
Accedendo al fondo di garanzia, la banca non potrà chiedere ai cittadini ulteriori garanzie personali (oltre all'ipoteca e all'eventuale assicurazione sull'immobile). Il Mef inoltre prevede l'applicazione di un'agevolazione sull'imposta di registro del 2%, per un minimo versamento di 1.000 euro, anziché dell'ordinario 9%, a tutti gli acquirenti che si accingono a comprare una prima casa o che stanno vendendo una casa acquistata usufruendo della medesima agevolazione.
Nel pacchetto Casa Conviene ci sono anche agevolazioni fiscali e garanzie per l'accensione del leasing immobiliare abitativo rivolte ai giovani under 35 anni e agli over 35 con un reddito complessivo non superiore a 55.000 euro che stipulano "contratti di leasing aventi per oggetto immobili, anche da costruire, da adibire ad abitazione principale entro un anno dalla consegna" e che non siano proprietari di altri immobili a destinazione abitativa. I titolari dei contratti di leasing stipulati dal 1 gennaio 2016 al 31 dicembre 2020 potranno portare in detrazione i costi del leasing "prima casa" in sede di dichiarazione dei redditi.

Pensioni: al via la fase2 col fondo di garanzia per i 30enni. Novità

Estensione del progetto e del fondo per la pensione degli attuali trentenni
Dopo il tavolo di concertazione che ha dato la stura alla riforma delle Pensioni, di cui abbiamo scritto ampiamente nei giorni scorsi, all’interno del confronto si è parlato meno della fase due del pacchetto pensioni concordata tra governo e parti sociali.
Il "verbale di incontro" firmato due giorni fa prevede una serie di misure che dovrebbero essere messe in cantiere nel 2017, per la manovra del 2018. 
Al primo punto c’è la "pensione di base o di garanzia" che dovrebbe rappresentare lo zoccolo duro del trattamento previdenziale per chi, magari passato attraverso mille lavori, non dovesse riuscire a mettere insieme un ammontare di contributi tale da garantire una prestazione minima o comunque non prima dei 70 anni. Come accadrebbe in base alle regole dell’ultima riforma Fornero. 
Ma come accadrebbe anche se venisse ridotto il cuneo contributivo senza adeguate compensazioni.
Sindacati e governo spiegano che "si impegnano a proseguire il confronto per la definizione di ulteriori misure di riforma del sistema di calcolo contributivo, per renderlo più equo e flessibile, per affrontare il tema dell’adeguatezza delle pensioni dei giovani lavoratori con redditi bassi e discontinui, per favorire lo sviluppo del risparmio nella previdenza integrativa, mantenendo la sostenibilità finanziaria e il corretto rapporto tra generazioni insiti nel metodo contributivo". 
Dunque è in apertura un nuovo cantiere pensioni che vede prioritario “un possibile intervento di riduzione strutturale del cuneo contributivo sul lavoro stabile", si tratta di "valutare l’introduzione di una pensione contributiva di garanzia, legata agli anni di contributi e all’età di uscita, al fine di garantire l’adeguatezza delle pensioni medio-basse". 
Tradotto, una riduzione dei contributi versati, tanto più in presenza di carriere discontinue, che non deve penalizzare i futuri assegni. Un esito che si può ottenere sia ipotizzando quella che è stata definita pensione di garanzia sia favorendo "una maggiore flessibilità in uscita all’interno del sistema contributivo, anche con una revisione del requisito del livello minimo di importo (2,8 volte l’assegno sociale) per l’accesso alla pensione anticipata". Un paletto, quest’ultimo, che si vuole eliminare perché è alla base del rischio che tanti giovani possano dover attendere i 70 anni anche per avere uno straccio di prestazione.
In ballo, però, sempre ai fini di assicurare maggiore adeguatezza e flessibilità al sistema, anche "la possibilità di differenziare o superare le attuali forme di adeguamento per alcune categorie di lavoratrici e lavoratori in modo da tenere conto delle diversità nelle speranze di vita (si vedano le raccomandazioni del rapporto Ocse, Fragmentation of retirement markets due to differences in life expectancy, 2016)". 
Tradotto, saranno introdotte età pensionabili differenziate a seconda del lavoro svolto, con differenti speranze di vita connesse e collegate. 
In ultima analisi, il governo, sul modello statunitense, trovando anche il conforto delle parti sociali, insistono per coordinare "interventi sulla previdenza complementare, volti a rilanciarne le adesioni". 
È la promozione del “secondo pilastro” considerato come meritevole di sostegno: e anche questo va visto in connessione con l’esigenza di adeguatezza delle pensioni delle future generazioni.

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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