Referendum, furia Fassina: "Renzi e Berlusconi interessati a modifiche per riproporre schema seconda Repubblica"

30 settembre 2016 ore 13:39, Lucia Bigozzi
“Renzi e i voti a destra per il referendum? E’ il segnale che il Pd è il partito dell’establishment e il premier raccoglie solo quel consenso”. “Non do per scontato nessuno scenario dopo il referendum, ma dico che il governo con parte dell’ex Pdl è già in corso e Verdini è in maggioranza da tempo”. “Renzi e Berlusconi hanno interesse a modificare l’Italicum per riproporre lo schema della seconda Repubblica”. Tre concetti che Stefano Fassina, parlamentare e leader di SI argomenta nella conversazione con Intelligonews tra Senato 3.0 e nuova legge elettorale.
 
Renzi è convinto che per vincere il referendum servono voti della destra. Che segnale è?

"E’ un segnale di un partito che da tempo è il partito dell’establishment. E’ importante che la revisione costituzionale venga votata anche dalla destra, il problema è che io voti della destra li dovrebbe portare la destra e non il Pd".

E’ uno dei motivi per cui lei ha detto addio al Pd renziano?

"Sì, perché dal Jobs Act alla Buona Scuola passando per lo Sblocca Italia, sono tutti provvedimenti che hanno un segno liberista molto chiaro, quindi le affermazioni che ha fatto ieri Renzi sono soltanto l’ultima manifestazione di un impianto liberista che coerentemente cerca voti a destra". 

Referendum, furia Fassina: 'Renzi e Berlusconi interessati a modifiche per riproporre schema seconda Repubblica'
Renzi afferma: “La sinistra è in larghissima parte con noi”. E’ vero?

"Ma no. Renzi sa bene che non è così; si è visto anche alle ultime elezioni amministrative: quello che era il popolo della sinistra in larga misura non è andato a votare oppure ha votato 5Stelle. Quindi, Renzi raccoglie il consenso dell’establishment". 

Alcuni osservatori ipotizzano che in caso di sconfitta Renzi potrebbe non andarsene ma si accorderebbe con Berlusconi o Parisi per continuare a governare. Lo ritiene uno scenario credibile?

"Innanzitutto il governo con una parte di quello che era il Pdl è già in corso da tempo; Verdini è in maggioranza da tempo, quindi dobbiamo partire da questo dato di fatto. Dopodichè, dipenderà dalla dimensione della sconfitta e anche dall’iniziativa che faremo in parlamento sulla legge elettorale. Non do per scontato nessuno scenario dopo il referendum".

A proposito di legge elettorale, Renzi conferma di essere pronto a cambiare l’Italicum: anche in questo caso pro domo-sua e magari andando a cercare Berlusconi? 

"E’ un’apertura che ha due ragioni: la prima è dovuta alle difficoltà che Renzi ha con il referendum, la seconda dipende dal fatto che ha capito che con l’Italicum perde. Oggi l’Italicum porta il Pd alla sconfitta al ballottaggio quindi, è nell’interesse di Renzi cambiare l’impianto della legge. E questo interessa anche a Berlusconi perché è evidente che lo schema dal quale era partito l’Italicum, cioè il ballottaggio tra centrodestra e centrosinistra è uno schema che è saltato e che entrambi hanno disperatamente necessità di far rivivere magari con il premio di maggioranza alle coalizioni anziché alla lista: un modo per cercare di far arrivare terzo il M5S e tornare allo schema che abbiamo conosciuto della cosiddetta seconda repubblica". 
autore / Lucia Bigozzi
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