Dalle allergie ai disturbi del sonno: un pediatra su 3 ricorre all'omeopatia, ecco per cosa

30 settembre 2016 ore 18:38, Adriano Scianca
L'omeopatia, da sempre divide: c'è chi la considera una valida forma di medicina alternativa e chi, invece, la considera pseudoscienza. Quello che non si sapeva è che, fra i fan della disciplina, pure giudicata molto severamente da numerosi studi, ci siano anche molti pediatri. Precisamente un pediatra di famiglia su tre: tale è infatti la percentuale che affianca l'omeopatia alle cure farmacologiche tradizionali. 

Dalle allergie ai disturbi del sonno: un pediatra su 3 ricorre all'omeopatia, ecco per cosa
Lo dice un'indagine presentata dal presidente di Omeoimprese, Giovanni Gorga, in occasione del X Congresso Nazionale FIMP (Federazione Medici Pediatri) in corso a Pisa. Il sondaggio è frutto di una consultazione online avvenuta prima dell'estate fra i 5.400 pediatri aderenti alla più importante e rappresentativa associazione di specialisti. Il 30% degli intervistati ha dichiarato un utilizzo quotidiano dell'omeopatia, sottolineando un approccio olistico alla salute del bambino. Nel 2012 la percentuale dei pediatri che ricorrevano a un simile comportamento (35% ASL, 47% ospedalieri) si attestava al 23%. La forma farmaceutica più utilizzata sono le gocce nella fascia di età 0-2 anni ed in granuli, seguiti dalla dose globuli nella fascia 2-10 anni. 

I pediatri ricorrono all'omeopatia per malattie delle vie respiratorie (68%), allergie, problemi dermatologici, gastroenteriti, malattie dell'alimentazione, problemi metabolici (85%), patologie nervose (61%) e disturbi del sonno. I pediatri che ricorrono all'omeopatia, sempre secondo la ricerca, sono specialisti con alle spalle corsi post universitari triennali (54%) e spesso iscritti regolarmente ad un registro per la pratica omeopatica (31%) presso gli ordini dei medici.
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