Fisco: partite Iva tartassate, meno controlli sulle grandi aziende

31 agosto 2015, Luca Lippi
Fisco: partite Iva tartassate, meno controlli sulle grandi aziende
Non si può dire che il governo ignori la giovane imprenditoria e Unimpresa non ha potuto fare a meno di redigere un report sulla questione.

Nel corso del 2014 l’Agenzia delle Entrate ha effettuato 177.300 accertamenti nei confronti di soggetti produttivi. Di questi, 160.007 (ovvero il 90,23% del totale) hanno riguardato micro-piccole imprese e partite Iva. I controlli nei confronti delle medie aziende sono stati 14.211 (ovvero l’8,01%), mentre solo 548 sono andate a carico di grandi aziende.

Non è un accanimento, in realtà per i preposti al controllo è molto più semplice esaminare la contabilità di piccole aziende e partite Iva che stare a spulciare dati di aziende più grandi con meccanismi contabili assai più complessi e maggiormente tutelate da consulenze specialistiche di professionisti abili nell’uso delle regole “elusorie” nascoste fra le pieghe delle troppe leggi e nella farragine della burocrazia.

Secondo Unimpresa nel 2014 sono stati individuati 48.936 soggetti che non avrebbero versato nelle casse dello Stato fino a 1.549 euro ciascuno. Altri 70.083 soggetti avrebbero sottratto all’ erario fino a 25.823 euro ciascuno; altri 44.163 soggetti avrebbero illegalmente trattenuto imposte fino a 185.925 euro ciascuno; altri 13.606 soggetti fino a 5,1 milioni ciascuno; altri 495 soggetti fino a 25,8 milioni ciascuno e 47 soggetti, per lo più grandi industrie (31 su 47), oltre 25,8 milioni ciascuno.

Il rapporto fra Stato e contribuenti è sempre meno piacevole, il “rottamatore” ha deciso di ignorare le imprese giovani facilitandone forse l’avviamento (e non è così) ma poi lasciandoli al setaccio di chi ormai ha risorse per operare controlli a innocue vecchiette alla guida di utilitarie piuttosto che aggressivi piloti di macchine di grossa cilindrata con targhe di paesi dell’est Europa.

La maggiorparte delle nuove attività imprenditoriali sono avviate da giovani che non riescono a trovare lavoro o ne hanno perso uno, invece di premiarli e offrirgli un aiuto… Se poi qualcuno volesse obiettare che il governo aiuta la giovane imprenditoria, segnaliamo che è inutile mettere loro un mano una pila di cartoni piena di regali e regalini di Stato per poi fargli lo sgambetto appena girato l’angolo e riprendersi tutta la dotazione. Con la statistica l’economia non cresce.

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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