Embolia polmonare? Tutta colpa della Tv

31 agosto 2015, Micaela Del Monte
Embolia polmonare? Tutta colpa della Tv
Secondo uno studio condotto dal Prof. Toru Shirakawa, ricercatore presso l’Università di Osaka, in Giappone, la sedentarietà dovuta all'utilizzo di troppa televisione aumenterebbe il rischio di embolia polmonare.

Lo studio, condotto per 18 anni su profili di circa 86.000 persone, ha sottolineato come l’abitudine a guardare per almeno 5 ore al giorno la televisione raddoppi il tasso di embolia polmonare mortale rispetto a coloro che si fermavano a una fruizione di 2,5 ore/giorno. 

Come ha spiegato il Prof. Shirakawa :"L’associazione tra lo stare seduti in maniera prolungata e l’embolia polmonare è stata riportata tra chi usava i rifugi antiaerei a Londra durante la Seconda guerra mondiale. Al giorno d’oggi, un volo a lungo raggio in classe turistica è una causa ben nota di questo disturbo, che non a caso viene chiamato ‘sindrome da classe economica’. In Giappone sta crescendo sempre di più il numero di persone che guarda la televisione per molte ore, oppure sostituisce la tv con lo smartphone e tecnologie similari per intrattenersi".

Il rischio dunque è lo stesso e la causa sono proprio le troppe ore in condizione di sedentarietà. Contro questo pericolo gli esperti consigliano gli stessi stratagemmi che si usano durante un volo intercontinentale: alzarsi spesso e fare movimenti con braccia e gambe. In Italia, l’incidenza è di 100nuovi casi per 100mila abitanti e, se non trattata immediatamente con dei farmaci anticoagulanti, può essere fatale (mortalità dell’11%). Attenzione dunque a trascorrere ore e ore nella stessa posizione, comodamente seduti con gli occhi puntati sul televisore o sullo schermo del computer.

Nel caso in cui dovessero invece avvertirsi improvvisamente i sintomi dell’embolia polmonare (si tratta soprattutto di dolore al torace e di difficoltà respiratoria) bisognerebbe ricorrere immediatamente al soccorso dei medici. Questi sono scatenati dall’ostruzione delle arterie polmonari, che a loro volta sono provocati da coaguli di sangue che si formano solitamente nei vasi sanguigni delle gambe.
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