"Taglio" al colesterolo cattivo: diventa tra 70 e 100 il parametro ottimale

31 agosto 2016 ore 12:40, Micaela Del Monte
La lotta al colesterolo si fa sempre più dura e drastica, è questa l'indicazione che arriva dal congresso della Società Europea di Cardiologia (Esc), che ha presentato a Roma le nuove linee guida sul rischio cardiovascolare. Francesco Romeo, presidente della Società Italiana di Cardiologia: “Avere un target di colesterolo entro 70-100 è fondamentale”.

Se fino ad oggi, il colesterolo “cattivo” veniva percepito come un pericolo imminente per le condizioni di salute del paziente non appena varcava quella soglia di 200 resa ormai celeberrima da spot televisivi e consimili, il congresso della Esc (società europea di cardiologia) in corso di svolgimento a Roma ha dunque ribadito al necessità di andare a dimezzare il limite anche per soggetti normopeso o comunque non inserti in una fascia di rischio ben precisa, ritenendo che i livelli ottimali debbano oscillare tra 70 e 100 unità e che misure superiori possano rapidamente condurre in direzione di accumuli perniciosi o fatali.

'Taglio' al colesterolo cattivo: diventa tra 70 e 100 il parametro ottimale
Tradotto in parole povere, gli esperti e cardiologi italiani hanno valutato l’incidenza di patologie coronariche talmente elevata da richiedere un intervento in funzione anti-colesterolo da compiersi molto prima che le norme mediche approvate impongano maggiore attenzione, il che implica la riconversione intera del genere umano in direzione di dieta sana, acidi grassi polinsaturi e attività fisica a prescindere dagli effettivi fattori di rischio individuali.

"Le nuove linee guida sanciscono che avere un target di colesterolo entro 70-100 è fondamentale, non ci sono più controversie su questo punto - spiega il presidente della Società Italiana di Cardiologia Francesco Romeo -. Questo vale per tutti, anche per quei soggetti che hanno valori di norma molto alti per ipercolesterolemia familiare". Fino ad ora le indicazioni variavano a seconda del rischio personale legato alla familiarità alle malattie cardiache e al proprio stato di salute. Il colesterolo cosiddetto cattivo non doveva comunque mai superare i 190. "Per abbassarlo il primo fattore è l'alimentazione - spiega l'esperto -. Poi si possono usare le statine, e infine, per chi non riesce ci sono i nuovi farmaci, gli anticorpi anti PCSK9, che hanno grande potenzialità".

Alimentazione ed esercizio fisico, spiegano gli esperti, sono il primo intervento per abbassare il colesterolo “cattivo”. In seconda battuta le statine restano una soluzione efficace per molti, mentre per i casi più difficili, a cominciare da chi ha una ipercolesterolemia familiare, un difetto genetico cioè che alza i valori fin dalla nascita, sono in arrivo gli anticorpi anti PCSK9, farmaci molto costosi ma “dalle grandi potenzialità”.
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