L'estrema difesa di Dilma in Senato, ma le scelte politiche la inchiodano

31 agosto 2016 ore 12:27, Americo Mascarucci
La presidente del Brasile Dilma Rousseff, temporaneamente sospesa in seguito alla procedura di impeachment, è comparsa davanti al Senato per difendersi dall'accusa di aver truccato i conti pubblici per nascondere i reali conti dello Stato
Si è detta determinata a a continuare la lotta contro gli attacchi delle opposizioni che - ha ammonito - sono pari a un "colpo di stato" in favore di "un governo usurpatore". 
La presidente, che è arrivata in Senato accompagnata dall'ex presidente Luiz Inacio Lula da Silva, da alcuni ex ministri del suo governo e dal compositore Chico Buarque de Hollanda in rappresentanza di un folto gruppo di artisti ed intellettuali, è accusata di 'attentato alla Costituzione' per aver autorizzato le cosiddette 'pedalate fiscali', ovvero pratiche contabili illegali per occultare i dati economici negativi.
I sondaggi prevedono più di 56 voti a favore della destituzione definitiva di Rousseff, mentre ne servono 54 perché essa sia approvata. "Tutti sanno che la richiesta di impeachment è stata accolta dall'allora presidente della Camera, Eduardo Cunha, come ricatto politico nei miei confronti per indurmi ad insabbiare il procedimento aperto contro di lui per corruzione" - ha attaccato Dilma.

L'estrema difesa di Dilma in Senato, ma le scelte politiche la inchiodano
L'autrice della richiesta di impeachment, l'avvocata Janaina Paschoal, ha affermato che il processo non debba limitarsi alle accuse formali, ma debba tenere in considerazione i "danni" del governo al Paese. 
Dilma è accusata di aver condotto il Brasile con le sue scellerate scelte economiche a due anni di dura recessione che hanno fatto svanire tutti i progetti di rilancio del Paese.
Rousseff ha anche fatto nomi e cognomi dei presunti congiurati: il presidente ad interim Michel Temer, l'ex presidente della Camera, Eduardo Cunha, dimessosi dopo essere stato travolto da scandali di corruzione, e le elite ultraconservatrici. 
Dilma ha parlato per 46 minuti e al termine il presidente Ricardo Lewandovski ha sospeso la seduta perché erano scattati applausi. 
Ha poi ribadito di non aver violato alcuna legge e di ritenere pertanto l'impeachment "un'enorme ingiustizia". 
 La sua destituzione chiuderebbe 13 anni di presidenza continuativi da parte di politici del Partito dei Lavoratori, a cominciare da Lula in carica dal 2003 al 2011. Irregolarità, sottolineano la difesa e i contrari alla destituzione, che sono state usate in precedenza da molti presidenti eletti, senza conseguenze. "Le accuse contro di me sono un pretesto per un golpe costituzionale, si invoca ipocritamente la costituzione per legittimare un nuovo governo che non ha legittimazione popolare" ha concluso la presidente. 

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