Istat rivede stime Pil trimestrale: cresce più del previsto

31 agosto 2016 ore 14:49, Luca Lippi

L’Istat certifica un’accelerazione del fatturato dei servizi nel secondo trimestre, e specifica che nel periodo compreso tra aprile e giugno l’indice destagionalizzato che misura il fatturato dei servizi è aumentato dell’1% rispetto al primo trimestre. 

Sempre secondo l’Istat i segnali di ripresa sono abbastanza eterogenei con una maggiore concentrazione nel settore del trasporto aereo con un aumento del 3%, i servizi postali e le attività di corriere (+1,9%), la manutenzione e la riparazione di autoveicoli (+1,3%) e a seguire i servizi di comunicazione e il commercio all’ingrosso con progressi meno significativi.

La variazione è superiore a quella registrata nei due trimestri precedenti, soffre solamente il trasporto marittimo.

Il dato complessivo del fatturato dei servizi rispetto allo stesso periodo del 2015 segna un balzo del 2%. Tanto che alla luce della certificazione dell’Istat il ministero dell’Economia confida in una revisione al rialzo del Pil (Prodotto interno lordo) per il secondo trimestre, pur tenendo conto che il dato non include l’intero mondo dei servizi (credito e assicurazioni, per esempio, sono esclusi) e che in termini di valore rappresenta circa il 25% del Pil. Il ritocco verso l’alto, seppure minimo, consentirebbe di scongiurare un dato di crescita pari allo zero come stimato dall’Istat lo scorso 12 agosto.


Istat rivede stime Pil trimestrale: cresce più del previsto


Secondo fonti del Ministero dell’Economia il dato positivo sull’andamento dell’economia che troverà riscontro positivo già dal dato atteso venerdì 2 settembre sarebbe incoraggiante anche perché in caso di crescita non si interromperebbe il trend positivo italiano e il dato sul secondo trimestre andrebbe ad aggiungersi a quello dei cinque trimestri precedenti.

Lunedì, sulla scia dei dati diffusi dall’Istat l’ufficio studi di Confcommercio ha indicato di ritenere “molto probabile una prossima revisione del dato provvisorio del Pil nel secondo trimestre, da zero a +0,1% o anche +0,2% su base congiunturale”. A corredo sul versante governativo anche il ministero delle Infrastrutture ha specificato che “si può prevedere una crescita positiva nel secondo trimestre”.

Finora la crescita acquisita del Pil per il 2016 è pari allo 0,6%. Tradotto significa che, in caso di crescita zero nei prossimi due trimestri, il governo dovrà fare i conti con un aumento della ricchezza dimezzato rispetto al dato dell’1,2%, ossia la previsione sottoscritta dall’esecutivo nell’aprile scorso per l’anno 2016. 

Il rallentamento dell’economia italiana (solo la Francia evidenzia nel secondo trimestre un Pil fermo) sebbene atteso e riconducibile in parte a fenomeni globali riduce i margini di manovra del governo sia sul versante della flessibilità sui conti pubblici, sia sull’ammontare delle risorse da destinare a capitoli di spesa come pensione e investimenti. 

Il fatto certo è che i dati rielaborati con i nuovi calcoli del ministero dell’Economia saranno resi noti il 27 settembre con la pubblicazione della nota di aggiornamento del quadro macro economico.


autore / Luca Lippi
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