Dieta Mediterranea "allunga" la vita ai cuori più fragili

31 agosto 2016 ore 14:48, Luca Lippi
Non è e non sarà la prima volta che studi scientifici sottolineano l’efficacia terapeutica della Dieta Mediterranea, oltretutto sempre più elaborazioni fanno emergere effetti protettivi oltre quelli già noti che sono preventivi. 
Particolare beneficio è accolto dalla platea di chi soffre di patologie cardiache, e l’ultima elaborazione dello studio condotto dall’Irccs esalta proprio la funzione protettiva in quei pazienti che hanno dovuto patire problemi cardiaci.
La ricerca è tutta italiana, condotta dall’Irccs Neuromed di Pozzilli (istituto neurologico specializzato in Neurochirurgia, Neurologia,Neuroriabilitazione e tutte le applicazioni relative alle Neuroscienze in cui sono utilizzabili la Neuroradiologia, l’Angiocardioneurologia e la Chirurgia Vascolare). Dalla ricerca operata dagli studiosi operanti nei laboratori di Venafro (Isernia) emerge che la dieta mediterranea è associata a un ridotto rischio di morte prematura proprio nei pazienti che avevano già sofferto di una patologia cardiovascolare.
I ricercatori, che hanno presentato il loro lavoro all’Esc, il congresso della Società europea di cardiologia a Roma, hanno preso in esame i dati contenuti nel progetto Moli-sani, uno studio epidemiologico che vigila sulla salute di 25.000 adulti residenti nella regione.

Dieta Mediterranea 'allunga' la vita ai cuori più fragili

Lo studio ha coinvolto quasi 1.200 pazienti con una storia di malattia cardiovascolare, scelti tra circa 5.000 persone l’anno per cinque anni (dal 2005 al 2010), e rappresenta in pratica il 10% di tutti gli adulti molisani.
I ricercatori hanno prima verificato quante persone fossero morte: 208. Dopo di che hanno verificato l’aderenza di tutti i volontari alla dieta mediterranea, valutandola con un punteggio da 0 a 9 punti. Il gruppo con i punteggi più alti che andavano da 6 a 9 e che quindi segue molto bene le regole della dieta mediterranea ha evidenziato un rischio di morte prematura più basso, rispetto a coloro che hanno totalizzato i punteggi più bassi.
Tra le persone con un’adesione più alta alla dieta mediterranea la mortalità per qualsiasi causa è stata ridotta del 37% rispetto a chi invece ha rispettato poco i principi di questo stile alimentare.
Lo studio, dunque, conferma il potere protettivo della dieta Mediterranea. 
Giovanni de Gaetano, responsabile del Dipartimento di epidemiologia e prevenzione all’Irccs Neuromed, Istituto neurologico mediterraneo di Pozzilli commenta: “Non è vero che dopo un infarto è tutto perduto. I nemici del cuore si combattono anche a tavola. Perciò ai pazienti dico di non focalizzarsi solo sui farmaci, ma anche sullo stile di vita: qualche chilometro o rampa di scale in più a piedi, tv spente e alimentazione sana”.

autore / Luca Lippi
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