Istat, consumi aumentano: dati contestati da associazioni consumatori

31 agosto 2016 ore 14:47, Luca Lippi
L’Istat rende noto che  a giugno 2016 le vendite al dettaglio registrano un incremento su base mensile dello 0,2% in valore e dello 0,1% in volume. L'aumento è interamente dovuto alle vendite di prodotti non alimentari, che crescono dello 0,4% in valore e dello 0,3% in volume, a fronte di una flessione delle vendite di beni alimentari pari allo 0,1% sia in valore sia in volume. 
Nella media del trimestre aprile-giugno 2016, l'indice complessivo delle vendite al dettaglio in valore registra una variazione congiunturale positiva dello 0,1%. L'indice in volume, invece, diminuisce dello 0,1% rispetto al trimestre precedente. 
Rispetto a giugno 2015, è maggiore l’incremento per i prodotti non alimentari, le vendite aumentano complessivamente sia in valore (+0,8%), sia in volume (+0,2%). 
Aumenti su base annua si registrano per quasi tutti i gruppi di prodotti non alimentari, in particolare per Mobili, articoli tessili, arredamento (+2,1%) e Giochi, giocattoli, sport e campeggio (+1,7%). 
Rispetto a giugno 2015, il valore delle vendite al dettaglio aumenta dello 0,7% sia nelle imprese che operano nella grande distribuzione sia in quelle operanti su piccole superfici. 

Istat, consumi aumentano: dati contestati da associazioni consumatori

Nel secondo trimestre del 2016 il fatturato dei servizi aumenta dell'1% rispetto al primo trimestre 2016, con un'accelerazione della crescita rispetto a quanto registrato nei due trimestri precedenti e, anche rispetto al 2015, c'è un incremento del 2%. Nel confronto con il secondo trimestre del 2015, l'indice del fatturato aumenta in particolare del 3,5% per il commercio all'ingrosso, commercio e riparazione di autoveicoli e motocicli, dello 0,9% per i servizi di informazione e comunicazione, dello 0,4% per le attività professionali, scientifiche e tecniche. Si registrano diminuzioni dell'1% per l'attività dei servizi di alloggio e di ristorazione e dello 0,2% per le attività di noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese.   
Non manca il commento delle associazioni dei consumatori che contestano i dati dell’Istituto di statistica, in una nota Adusbef e Federconsumatori commentano: "L'Istat registra oggi una ripresa delle vendite al dettaglio. Secondo l'Istituto di Statistica queste ultime sarebbero in aumento a giugno del +0,2% sul mese e del +0,8% sull'anno. Un dato, a nostro avviso, ancora lontano dalla realtà. Secondo le nostre rilevazioni e le lamentele che riceviamo quotidianamente i consumi sono  completamente fermi. Dopo la forte contrazione avvenuta dal 2012 al 2015, che ha fatto registrare una diminuzione dei consumi del 10,2% (con una riduzione complessiva della spesa delle famiglie di 72,2 miliardi) non vi è alcun accenno alla ripresa". 
Sempre secondo Adusbef e Federconsumatori, la situazione sarebbe ancora molto grave ed è frutto soprattutto della crisi del potere di acquisto delle famiglie, letteralmente dimezzato dagli effetti dello stallo economico e della mancanza di lavoro. 
Nello specifico Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti di Federconsumatori e Adusbef dicono: “Siamo di fronte ad una allarmante fase di immobilismo che, per comodità o per paura, nessuno si decide a smuovere e ad affrontare con i dovuti mezzi”. E poi proseguono suggerendo quello che secondo loro sarebbe il modo migliore per rilanciare i consumi mettendo mano al mercato del lavoro: “sono i presupposti fondamentali per dare nuovo slancio e nuovo impulso al Paese che, ora come non mai, ne ha bisogno.  Necessario creare nuova occupazione e redistribuire i redditi, in modo che le famiglie possano abbandonare la fase di rinunce e ristrettezze a cui son state costrette negli ultimi anni. In tal senso serve un piano generale di forti investimenti per lo sviluppo e per la messa in sicurezza degli edifici. A tale scopo devono essere convogliate tutte le risorse necessarie, senza disperdere neanche un Euro in sconti e favori”.
Al coro di dissenso si aggiunge l’intervento di Rienzi, presidente del Codacons che commenta i dati come segue: “La crescita delle vendite al dettaglio a giugno appare del tutto insufficiente e ben al di sotto delle attese. Il commercio in Italia continua a vivere una crisi pesantissima, nonostante il segno più registrato a giugno. L'aumento certificato dall'Istat appare infatti ancora insufficiente ai fini della ripresa economica, soprattutto se si considera che il 2016 doveva essere, secondo gli analisti, l'anno della ripartenza dei consumi. Si assiste invece ad una crisi delle vendite al dettaglio nonostante i prezzi siano in deflazione, a dimostrazione della necessità di provvedimenti tesi a incentivare gli acquisti da parte delle famiglie”.
La soluzione proposta da Rienzi: “Serve liberalizzare subito il settore del commercio per far ripartire definitivamente le vendite e salvare migliaia di negozi che rischiano di chiudere entro la fine del 2016”. 

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]