2015, Fusaro: "Butto Tsipras e salvo D'Attorre. Resto allievo di Marx non di Luxuria"

31 dicembre 2015 ore 9:56, intelligo
2015, Fusaro: 'Butto Tsipras e salvo D'Attorre. Resto allievo di Marx non di Luxuria'
Il filosofo Diego Fusaro, intervistato da IntelligoNews traccia un bilancio del 2015, bocciando le politiche messe in atto da Tsipras, Renzi, Merkel e Hollande e individuando in Papa Francesco il personaggio dell'anno "l'ultimo allievo di Marx".

Chi e cosa salva del 2015?


"Mi pare che, pur con tutte le avvertenze del caso, il 2015 sia stato un anno poco entusiasmante. Difficile dunque dire chi o cosa possa essere 'salvato'. Salverei anzitutto Bergoglio, l'ultimo allievo di Marx rimasto oggi: è il solo a condannare l'alienazione capitalistica, l'usurocrazia bancaria e la falsità della civiltà dei consumi, e a valorizzare la dignità del lavoro e dell'uomo. Tra le più belle sorprese, sul piano politico, Alfredo D'Attorre, che ha gramscianamente posto in relazione sinistra e nazione, Marx e sovranità, ricordandoci che talvolta a sinistra può ancora esservi vita".  

Chi e cosa butta del 2015?

"Troppe cose, troppe persone. Difficile elencarle tutte. Tra le massime delusioni, sicuramente Tsipras, che ha tradito il suo popolo. Tra le più tristi conferme, la Merkel, Hollande, il partito unico dell'euro, gli alfieri del bombardamento etico in nome dei diritti umani, e il riflusso neofallaciano degli integralisti anti-islamici"

Le battaglie del 2016: quelle sui valori o quelle sociali? Quali priorità?

"Essendo io allievo di Marx e di Gramsci, non ho dubbi: le battaglie sono anzitutto quelle sociali, in nome del posto fisso e del salario, del pubblico e della contestazione radicale del modo capitalistico della produzione. La lotta al terrorismo e i diritti civili, per come vengono posti oggi, servono a distrarre rispetto alla questione sociale ed economica".

Renzi ha detto che il prossimo anno sarà quello dei diritti... quali diritti andrebbero tutelati e quali no?


"Come Tsipras, Renzi intende tutelare i diritti civili e legalizzare le unioni omosessuali. Non ci vedo nulla di male, l'allargamento dei diritti è in sè positivo: non fosse che oggi la difesa dei diritti civili è l'alibi per giustificare la distruzione dei diritti sociali. Nel caso italiano, lo stesso che difende i diritti civili 'rottama' quelli sociali (si veda l'art. 18). Resto allievo di Carlo Marx e non di Vladimir Luxuria: la priorità è il lavoro, la priorità sono i diritti delle classi più deboli, i diritti sociali".
autore / intelligo
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