Bruzzone (criminologa): "Meredith: tutto in linea. Offese sessiste? Intollerabili i derby in Parlamento. Si dimetta chi trascende"

31 gennaio 2014 ore 15:01, Marta Moriconi
Bruzzone (criminologa): 'Meredith: tutto in linea. Offese sessiste? Intollerabili i derby in Parlamento. Si dimetta chi trascende'
Con la nota criminologa Roberta Bruzzone abbiamo parlato della sentenza dell’appello-bis sul caso Meredith, che ha condannato Amanda Knox e Raffaele Sollecito rispettivamente a 28 anni e 6 mesi e a 25 anni. Per la Bruzzone nessuna sorpresa ed è sbagliato parlare di decisione rovesciata perché «la sentenza ribadisce con più forza la responsabilità dei due imputati, in linea con quanto indicato dalla Cassazione». Quanto al futuro dei due ragazzi ha le idee chiare: «Sollecito non può espatriare. La Knox ha già fatto capire che non intende rimettere il piede nel nostro Paese. E, in caso di condanna definitiva, sarà essere raggiunta da un ordine di cattura internazionale». Ma è rispetto all’avvilente teatrino della politica di questi giorni, e ai casi che hanno visto protagoniste le donne di atti di violenza verbale e fisica, che la Bruzzone lancia i sui dardi: « Non è tollerabile  che all’interno del Parlamento italiano ci si confronti come in un derby calcistico. Tra un po’ dovranno mettere gli steward anche lì per gestire i nostri rappresentanti?». E non fa sconti alle offese sessiste, suggerendo anche le dimissioni come unica soluzione possibile. Partiamo dal caso Meredith. Appello-bis: Amanda e Raffaele sono stati condannati, 28 anni e 6 mesi a lei, 25 a lui. Il suo commento? «La sentenza ribadisce con più forza la responsabilità dei due imputati, in linea con quanto indicato dalla Cassazione. Insomma non sorprende assolutamente. Indubbiamente quella era la strada e le opzioni erano finite». E allora come mai Amanda è rimasta tanto impietrita e i media stranieri già stanno processando l'Italia? «Immagino e spero che i suoi legali l’avessero informata che l’esito del processo potesse essere ragionevolmente questo. Considerate che la sentenza di assoluzione è stata fortemente censurata dalla Cassazione che l’ha massacrata e demolita punto per punto, tacciandola di manifesta illogicità, di superficialità, di carenza logica. Davanti a questi tipi di pronunciamenti così tranchant, così censori, è difficile ipotizzare che la questione  si risolvesse diversamente». In base alla sua esperienza e professionalità, la sentenza è stata giusta? «Beh, in base alla tipologia di reato, alle aggravanti contestate e a quella che è l’accusa è perfettamente in linea». La differenza di pena, 28 anni e 6 mesi alla Knox, 25 a Sollecito, a quale ragionamento corrisponde? «Perché c’è la calunnia nei confronti di Lumumba. Non solo è un reato connesso, ma è anche un’aggravante, stavolta il computo è stato più severo rispetto ai 26 anni in primo grado, coerentemente con quanto prevede il codice». Proiettandoci in avanti, come pensa che i due reagiranno ora? Che si aspetta che faranno in attesa della prossima decisione giudiziaria? «Considerate che tra un annetto si discuterà il processo, l’ultimo, in Cassazione e la possibilità che questa sentenza diventi definitiva è molto alta. Sollecito non può espatriare, anche se ora ci raggiunge la notizia che ci avrebbe provato, e laddove si concludesse con una definitiva condanna verrebbe nuovamente incarcerato. La Knox ha già fatto capire che non intende rimettere il piede nel nostro Paese a prescindere dall’esito dei questo processo. Se passasse in giudicato la sentenza, verrebbe raggiunta da un ordine di cattura internazionale». Passiamo alla politica, anzi allo spettacolo che ha dato la politica. Lei, anche sul nostro giornale, ha sempre difeso strenuamente le donne vittime di pregiudizi e accuse sessiste. Cosa ci dice dello schiaffo e dell'offesa “pompinare” rivolta ad alcune deputate del Pd? «Non è tollerabile  che all’interno del Parlamento italiano ci si confronti come in un derby calcistico. Tra un po’ dovranno mettere gli steward anche lì per gestire i nostri rappresentanti? Capite da soli che rappresenta qualcosa di insopportabile in un Paese che è già alla deriva, ma non credevamo arrivasse fino a questo punto. A prescindere dalle parti politiche (perché non si riesce a fare un distinguo in base alle bandiere) offendere delle donne qualificandole con epiteti a dir poco discutibili, oppure arrivare a dar voce a questi atti istintivi, dovrebbe almeno far riflettere chi li ha posti in essere. E’ prima di tutti il segnale che questo Paese non è rappresentato degnamente». Ma il grillino De Rosa, ha chiesto scusa per le parole usate. «L’unica strada percorribile è che la persona si dimetta e cessi di essere un Parlamento della Repubblica italiana. Ricordiamoci che siamo in un contesto storico come il nostro, dove la violenza sulle donne è costante sotto il profilo della cronaca nera. Quando una persona, neo-arrivata in un certo tipo di contesto, si permette di offendere delle signore e in questa maniera, non credo che abbia altra chance che le dimissioni». Però l’affermazione offensiva è sembrata fatta d’impeto. Non è un’“attenuante”? «E’ stata fatta scientemente, deliberatamente, provocatoriamente e questo tipo di comportamenti e azioni da parte di una persona, che dobbiamo ritenere perfettamente in grado di intendere e volere, si pagano. E la conseguenza di atti del genere deve essere l’espulsione dal Parlamento italiano». Ma scusi. L’offesa ad una donna è peggiore di quella ad un uomo? In fondo, anche in passato, le parole grosse sono sempre volate. Calderoli è stato spesso preso in giro soffermandosi sulla sua somiglianza con un animale da fattoria, il maiale. «Però a nessuno degli altri uomini sono stati attribuiti costumi sessuali discutibili. Soprattutto non sono stati attribuite qualifiche ottenute attraverso costumi sessuali discutibili». Quindi è un’offesa sessista senza se e senza ma. «Esatto. C’è una bella differenza. Un conto è dare a qualcuno del maiale, giocando su somiglianze fisiche in maniera goliardica, un conto è dire che una donna ha ottenuto determinate posizioni perché ha saputo aprire le gambe». E’ molto ferma su questo punto. «Non è un problema di rigidità comportamentale mia. E’ che gli esempi vanno dati per primo da chi ci rappresenta. E allora certi comportamenti non possono essere tollerati e le sanzioni devono essere inequivocabili. Visto che vogliono fare tanto i talebani sotto questo profilo, iniziassero a farsi un buon corso di educazione». Non perdere nessuna intervista di IntelligoNews! Segui la civetta su Facebook cliccando qui!
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