Le parole della settimana: be cool

31 gennaio 2015 ore 9:12, Paolo Pivetti
Le parole della settimana: be cool
Lo sapevate? L’italiano tra poco non ci sarà più, l’italiano sarà abolito. Cosa state leggendo in questo momento? State leggendo le parole di una futura lingua morta. Non sforzatevi di capire, in italiano, questi poveri concetti espressi in italiano: non perdete tempo.
Oggi tutto va letto, digerito e capito in inglese: be cool! Siate svegli, siate forti, siate fighi! E non val nemmeno la pena di tradurre: dobbiamo diventare, anzi essere già tutti english speaking. Perché è l’inglese che trionfa nella globalizzazione, che elimina le differenze, che rende a tutti gli stessi diritti e dà a ciascuno le stesse possibilità. E la nostra lingua, la più bella lingua del mondo? Al museo, insieme con le statue greche e la pittura del Rinascimento. No, un momento. Ragioniamo. È vero che ci abbeveriamo di talk show, di talent, di reality, che non possiamo stare senza la fiction, che non potremmo mai rinunciare nemmeno part-time al nostro smartphone, che anche in questo momento stiamo comunicando attraverso un computer, che l’inondazione di lemmi inglesi sta diventando uno tzunami linguistico. Ma di qui a gettar via la nostra lingua e adottare l’inglese come lingua ufficiale... Tranquilli, non avverrà tutto d’un colpo. Si comincia da qualche esperimento “campione”, poi naturalmente il processo si estenderà. Ha già incominciato, un anno e mezzo fa, il Senato Accademico del Politecnico di Milano. L’esimio consesso, in una seduta del 21 maggio 2013, ha deliberato che a partire dall’anno 2014/2015, cioè da oggi, l’inglese diventi lingua obbligatoria ed esclusiva per i corsi e gli esami delle lauree superiori e dottorali, attuando “l’obiettivo di internazionalizzazione degli atenei”. Capito? Molti docenti hanno fatto ricorso e il Tar ha dato loro ragione; poi il Consiglio di Stato ha pensato bene di passare la patata bollente alla Consulta perché il problema è costituzionale: la lingua italiana al Politecnico di Milano è letteralmente abolita e non gode più nemmeno della tutela riservata dalla nostra Costituzione alle minoranze linguistiche. A spezzare un’altra lancia sempre a favore dell’inglese, come se ce ne fosse bisogno, arriva anche il nuovo libro di Tullio De Mauro, pubblicato da Laterza: “In Europa son già 103. Troppe lingue per una democrazia?” Dobbiamo costruire, sostiene l’illustre linguista, la comunanza di lingua, condizione fondante di vita della polis. E qual è la sola lingua che permetta questa comunanza? Inutile chiederlo: l’inglese! Ma insomma, in chi possiamo sperare per la difesa del nostro italiano? Nelle Forze Armate? Ecco lo slogan che appare sul manifesto della Marina per invogliare i giovani alla leva: “BE COOL AND JOIN THE NAVY” firmato Marina Militare. Siamo proprio in buone mani.
autore / Paolo Pivetti
Paolo Pivetti
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