Google crea lo smartphone "intelligente" che riconosce i volti. E la privacy?

31 gennaio 2016 ore 15:05, Adriano Scianca
Google crea lo smartphone 'intelligente' che riconosce i volti. E la privacy?
Arrivano i telefonini intelligenti? La trovata, neanche a dirlo, è di Google, che sta lavorando con la start up Movidius, specializzata in chip, per integrare la tecnologia di riconoscimento di immagini, volti compresi, direttamente nei telefoni, a livello di "hardware" e non di software. Insomma, presto avremo il cellulare che ci riconosce. Si tratta, in realtà, di una tecnologia già esistente e utilizzata per esempio da Facebook, che riesce ad analizzare le foto di un utente e suggerisce gli amici che trova in esse e quindi dovrebbe taggare, mentre un'altra caratteristica analizza il rullino fotografico dello smartphone per trovare le foto con gli amici sul social network. Applicazioni che non vedremo a breve in Europa, tuttavia, dove le regole sulla privacy sono più stringenti che negli Usa. 

Ma la tecnica va comunque avanti ed è quindi prossimo il tempo in cui le telecamere nei nostri smartphone potranno presto essere dotate della tecnologia di machine learning (apprendimento automatico) che potrebbe aiutare gli utenti in molteplici situazioni. Così Google consentirà ai dispositivi mobili di svolgere "internamente" il tipo di elaborazione - molto complessa - richiesta dal riconoscimento delle immagini, piuttosto che basandosi su data center remoti. Google sfrutta già la tecnologia di riconoscimento delle immagini nella sua applicazione Foto, dove è possibile fare una ricerca per parole chiave - come "cibo" o "bambini" - ottenendo le foto raggruppate ad hoc. 

Tuttavia questa è un'operazione che richiede di aver precedentemente caricato le foto online e che necessita di una connessione a internet per permettere al software di analizzare le immagini e restituire risultati. Invece integrando la tecnologia nell'hardware, gli smartphone potrebbero identificare oggetti in tempo reale anche senza internet con utilizzi che spaziano dall'autorizzazione di transazioni economiche all'aiuto a persone non vedenti. Movidius ha già collaborato con Google su Project Tango. Grazie all’utilizzo di telecamere e sensori, la tecnologia di Movidius in Project Tango sta offrendo possibilità di creare mappe tridimensionali di spazi interni. 

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