Orlando: "Politica troppo timida di fronte a magistrati sacralizzati"

31 gennaio 2016 ore 15:51, Adriano Scianca
Una politica troppo timida nei confronti della magistratura. Il ministro della Giustizia Andrea Orlando, intervenendo al tribunale di Palermo per l'inaugurazione dell'anno giudiziario, punta il dito contro la politica che “ha mostrato forse troppa timidezza nell’intervenire e stabilire regole per chi le regole è poi chiamato ad applicarle. Questa timidezza è dovuta a molti fattori. A una certa sacralizzazione del ruolo e della funzione della magistratura, che ha ragioni storiche profonde e condivisibili, che è inversamente proporzionale alla perdita di credibilità che la politica ha subito negli ultimi decenni; ma è dovuta anche a mutamenti economici e sociali sempre più imponenti, che superano ampiamente i confini nazionali e rispetto ai quali dobbiamo costruire strumenti di analoga portata”.

In questo contesto, “far valere le ragioni della politica diviene dunque sempre più difficile. È tuttavia è necessario, perché la politica mantiene, secondo le regole della democrazia, un insostituibile compito di carattere 'architettonico': svolge cioè la funzione di direzione e di determinazione degli orientamenti generali del Paese, che la Costituzione le assegna”. Il nemico da combattere, in ogni caso, è sempre quello: “La mafia è cambiata, non è solo radicata territorialmente, ha fatto i conti con la globalizzazione e con la finanziarizzazione dell'economia e si avvantaggia dell'indebolimento di molti corpi intermedi e delle difficoltà che hanno gli stati nazionali a fronteggiare alcuni fenomeni. Dobbiamo fare i conti con tutto questo, facendo un aggiornamento serio per capire che cos'è questo fenomeno e come lo si contrasta. Vorrei che questo anno giudiziario sia dedicato a questa riflessione”. 

Orlando ha anche dedicato una riflessione alla lentezza della giustizia in Italia: “Il dato relativo alle prescrizioni, pur attestandosi sui livelli dello scorso anno, continua a destare preoccupazione. Le proposte del governo per una congrua sospensione della prescrizione dopo la condanna in primo e secondo grado sono già state approvate dalla Camera e sono all’esame del Senato”, ha detto il ministro della Giustizia. 

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