Indigna il vitalizio a Galan: l'attacco dei 5s ai privilegi della casta

31 luglio 2015, Americo Mascarucci
Indigna il vitalizio a Galan: l'attacco dei 5s ai privilegi della casta
Giancarlo Galan riceverà il vitalizio nonostante un patteggiamento per corruzione a due anni e dieci mesi di reclusione nell’ambito dell’inchiesta Mose che lo portò agli arresti. Naturalmente la notizia è stata accolta positivamente dall’ex Governatore del Veneto e deputato di Forza Italia ma non certo da un’opinione pubblica sempre più indignata per i privilegi della “casta”. 

Qui non si tratta ovviamente di cavalcare l’anti politica o di vestire i panni dei giustizialisti ma va sicuramente compresa l’indignazione della gente di fronte a decisioni che impattano fortemente con lo stato di crisi che ormai da tanto, troppo tempo stanno vivendo le famiglie italiane. Nel caso di Galan si è in presenza di un ex presidente di Regione che dopo aver gridato ai quattro venti la sua innocenza ed essersi proclamato vittima di un’ingiustizia, ha finito con il patteggiare la pena, ottenendo – secondo il codice e correttamente– uno sconto di pena.

Per carità tutto regolare, tutto legittimo, Galan aveva tutto il diritto di patteggiare e nessuno sta tirando pietre contro di lui. Ma salta agli occhi dell'opposizione che grazie ad un codicillo inserito nella legge regionale che blocca di fatto il vitalizio per il politico condannato, Galan vedrà salvata la propria pensione in quanto la stessa legge prevede che il blocco valga soltanto per le condanne per reati contro la pubblica amministrazione superiori ai tre anni. Come se una condanna per corruzione abbia più o meno valore a seconda che sia stata comminata al termine di un processo o sia scaturita da un patteggiamento. Così vanno le cose. 

Naturalmente il caso Galan, unito ad altri casi analoghi che riguardano amministratori condannati a pene inferiori ai tre anni, ha dato fiato alle trombe del Movimento 5Stelle i cui esponenti sono prontamente scesi sul piede di guerra. 

“E' vergognoso – ha commentato Jacopo Berti capogruppo penta stellato al Consiglio regionale del Veneto - poi ci si chiede perché i cittadini non abbiano fiducia nelle istituzioni. La casta non andrà mai contro la casta, i partiti non faranno mai una vera legge per abolire i loro stessi privilegi, compresi i vitalizi ai condannati. Noi l'abbiamo sempre sostenuto, è per questo che ci siamo portati avanti e già nei mesi scorsi il M5S veneto ha raccolto più delle settemila firme necessarie per presentare una legge di iniziativa popolare". 


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