Il passo indietro dell'Fmi verso la Grecia era già scritto

31 luglio 2015, Luca Lippi
Il passo indietro dell'Fmi verso la Grecia era già scritto
Il Fmi fa sapere all’Eurogruppo che non è disposta a fare nessun passo verso la Grecia senza rassicurazioni circa un piano di ristrutturazione del debito ellenico presentato dai paesi dell’area euro.

In buona sostanza non è disposto a partecipare al terzo salvataggio della Grecia senza un impegno concreto dell’UE che in questo modo va decisamente in difficoltà.

Il salvataggio della Grecia prevede l’impiego di 86 milioni di euro, e il Fmi sta solamente dicendo che se la Grecia dovrà affrontare le riforme strutturali richieste con la zavorra dell’enorme debito che grava sul bilancio non è così scandaloso affermare che non potrà mai farcela, e allora è impossibile convincere i finanziatori a scommettere sul salvataggio del Paese.

Da diverso tempo il Financial Times (organo rappresentativo della finanza europea) aveva anticipato che il Fondo monetario internazionale poteva non partecipare al terzo piano di salvataggio. Secondo il quotidiano britannico, nel corso del comitato esecutivo del Fondo è emersa sia la necessità che la Grecia vada avanti con le riforme e sia la necessità che i creditori europei di Atene prendano un più chiaro impegno per ridurre il peso del debito pubblico ellenico.

Per poter ottenere il piano di salvataggio le misure approvate dal parlamento ellenico sono state la Giustizia (obiettivo principale lo snellimento delle procedure giudiziali) e l’allineamento di Atene ad alcune normative dell'unione bancaria europea che evitano la penalizzazione dei contribuenti dal salvataggio delle banche in difficoltà. In pratica, saranno innanzitutto gli azionisti e i correntisti dell'Istituto a "rimetterci" in caso di difficoltà dell'Istituto. 

Moscovici, pur dimostrando di avere pazienza con i greci, ha fatto notare che la riforma del sistema pensionistico e l'aumento delle tasse agli agricoltori sono un passo ulteriore per ottenere l’accesso al salvataggio. 

Sarà dura per Syriza ottenere il consenso trasversale necessario per il raggiungimento delle riforme. Il Fmi teme (è certo) che Tsipras non sia in grado di farcela senza la ristrutturazione del debito da parte dell’UE.

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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