La Sclerosi multipla colpisce in Sardegna: la ricerca choc sul Dna

31 luglio 2015, Micaela Del Monte
La Sclerosi multipla colpisce in Sardegna: la ricerca choc sul Dna
È la Sardegna ad avere il primato mondiale di incidenza di sclerosi multipla anche in età pediatrica rivelarlo è uno studio condotto da un gruppo di ricercatori dell'Università di Sassari, guidato da Stefano Sotgiu, rivela che la Sardegna è la regione dove è più diffusa questa malattia cronica infiammatoria autoimmune del sistema nervoso centrale. 

La novità è contenuta nell'articolo "Epidemiologia della sclerosi multipla nella popolazione pediatrica del Nord Sardegna", pubblicato sulla rivista scientifica "European Journal of Pediatrics". 

L'equipe di Sotgiu, responsabile della clinica di Neuropsichiatria infantile dell'Azienda ospedaliero-universitaria di Sassari, ha esaminato cartelle cliniche e ambulatoriali e risonanze magnetiche di tutti i centri neuropsichiatrici, neurologici, riabilitativi territoriali e ospedalieri delle province di Sassari e Olbia-Tempio. Nel complesso, fra SM e Cis, risultano ogni anno 3,5 nuovi casi ogni 100mila ragazzi nel nord Sardegna

La prevalenza totale calcolata dallo studio è pari a 33,3 casi di sclerosi multipla definita o iniziale ogni 100mila under 18.

"Dopo i traumatismi della strada, la sclerosi multipla è la più importante causa di disabilità nei giovani." - ha spiegato Sotgiu - "La Sardegna è l'isola delle autoimmunità,  si pensi, oltre alla SM, al diabete di tipo 1, alle tiroiditi, alla celiachia, patologie che colpiscono la popolazione sarda molto più che la gran parte del resto del mondo. Credo che ciò abbia a che fare con la secolare lotta genetica dei sardi contro la malaria", ha concluso Sotgiu.

Si tratta quindi un processo che, secondo gli studiosi, ha portato alla selezione di globuli rossi lievemente modificati, utili per neutralizzare il plasmodio della malaria, collegato in seguito a patologie caratteristiche della popolazione sarda come le talassemie e il favismo. Pertanto,  sempre secondo i ricercatori, tutto questo può avere a che fare con il passato. 

Si ritiene cioè che una volta eradicata la malaria grazie al massiccio uso di Ddt, sconfitta la tubercolosi, i parassiti intestinali e le infezioni con i vaccini, è possibile che il Dna dei sardi non abbia fatto in tempo a ritrasformarsi in concomitanza con le migliorate condizioni igienico-ambientali. Questo però sarà un dato da verificare, in quanto al momento si basa solo su un’ipotesi
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