Ma quali capricci da modella! Niente scatti per gli sbarchi sullo sfondo: il video

31 luglio 2015, Americo Mascarucci
Ma quali capricci da modella! Niente scatti per gli sbarchi sullo sfondo: il video
Può anche capitare che un servizio fotografico salti, ma non per i capricci della modella o per disguidi tecnici, ma per un evento imprevedibile ed inaspettato, ossia lo sbarco di immigrati. 

E’ accaduto in Florida sulla spiaggia di Miami dove la fotografa Ekaterina Juskowski, era intenta a realizzare un servizio di moda. 

Ad un tratto il servizio è stato interrotto perché sul set hanno fatto irruzione alcuni immigrati a bordo di un’imbarcazione i quali in pratica sono arrivati via mare alle spalle della modella rovinando le riprese. Tuttavia la fotografa ha deciso di riprendere comunque la scena e di postare il video su Youtube, ripreso come era prevedibile dalle testate e dalle televisioni americane e di tutto il mondo. Ekaterina, immigrata a 18 anni dalla Russia per motivi di studio, ha raccontato al New York Post i concitati momenti dello sbarco “All’inizio ero preoccupata che l’accaduto mi rovinasse il video, poi mi ha ricordato la mia vita“. “Il filmato testimonia come agiscono le organizzazioni criminali”, ha detto Frank Miller, portavoce della guardia di frontiera Usa.

Nel 2014 oltre 3.500 immigrati clandestini sono stati arrestati della guardia di frontiera di Miami e nei primi sei mesi del 2015 gli arresti sono quasi 1.300. Scene di vita reale che nella loro imprevedibilità fanno più notizia naturalmente degli sbarchi che quotidianamente si verificano sulle coste italiane. Una vicenda che si racconta anche con piacere non tanto per l’originalità della notizia in sé ma quanto per il fatto che si tratta di una notizia tutto sommato “lieta” e non dell’ennesima tragedia del mare. 

Alla fine il servizio è stato realizzato una seconda volta ma va senza dubbio apprezzato il gesto di Ekaterina che, tutt’altro che irritata dall’irruzione dei migranti, ha avuto l’opportunità di riprendere e pubblicare una triste realtà con la quale anche l’America è chiamata a confrontarsi.


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