La Pet Therapy protagonista ad Expo 2015 ha le sue linee guida

31 luglio 2015, Americo Mascarucci
La Pet Therapy protagonista ad Expo 2015 ha le sue linee guida
La pet-therapy protagonista ad Expo 2015. La terapia che cura le persone attraverso gli animali, cani, cavalli, asini, ha visto definire nuove linee guida in grado di conciliare i benefici terapeutici con la tutela degli animali impiegati. 

Con il termine pet therapy s'intende, generalmente, una terapia dolce, basata sull'interazione uomo-animale.

Si tratta di una terapia che integra, rafforza e coadiuva le tradizionali terapie e può essere impiegata su pazienti affetti da differenti patologie con obiettivi di miglioramento comportamentale, fisico, cognitivo, psicosociale e psicologico-emotivo. 

La pet-therapy non è quindi una terapia a sé stante, ma una co-terapia che affianca una terapia tradizionale in corso. Lo scopo di queste co-terapie è quello di facilitare l'approccio medico e terapeutico delle varie figure mediche e riabilitative soprattutto nei casi in cui il paziente non dimostra collaborazione spontanea. La presenza di un animale permette in molti casi di consolidare un rapporto emotivo con il paziente e, tramite questo rapporto, stabilire sia un canale di comunicazione paziente-animale-medico sia stimolare la partecipazione attiva del paziente. 
Dette linee guida quindi che ridefiniscono il quadro normativo e che saranno alla base dei futuri protocolli sottoscritti per lo sviluppo della pet-therapy,  sono state presentate a Expo in occasione del convegno organizzato da Rete Italiana IAA in collaborazione con il Ministero della Salute, Coldiretti e Codacons.

Nelle linee guida si definiscono le caratteristiche delle strutture dove la pet therapy può essere praticata, oltre ai requisiti sanitari e comportamentali degli animali, che devono essere sottoposti ad uno specifico percorso di addestramento. Percorso che, nel rispetto della salute degli animali non dovrà ovviamente prevedere alcun metodo coercitivo, tutelando sempre il benessere degli animali stessi anche «attraverso il rilievo di indicatori dello stress».
Vengono poi indicati nel dettaglio i percorsi formativi per gli operatori, come veterinari e sanitari in equipe multidisciplinari: la formazione è erogata dal Centro di referenza nazionale per gli Iaa, dall' Istituto superiore di sanità  (Iss) e dagli Enti accreditati.

«Con l'approvazione da parte della Conferenza Stato Regioni, lo scorso marzo, delle Linee Guida sugli interventi assistiti con gli animali - afferma il sottosegretario alla Salute Vito De Filippo - l'Italia pone una pietra miliare e si contraddistingue quale primo Paese al mondo ad avere stabilito una norma di riferimento nel contesto della mediazione uomo-animale. Gli animali domestici - rileva - possono svolgere un importante ruolo di mediatori nei processi terapeutico-riabilitativi ed educativi e il loro coinvolgimento, in ambito terapeutico, avrà  sempre una maggiore diffusione uscendo dall'empirismo iniziale e seguendo sempre più un approccio scientifico». 

Infatti, «nonostante in Italia sia ancora esiguo il numero di pubblicazioni scientifiche sull'efficacia terapeutica degli interventi con gli animali, i risultati di vari progetti condotti con il Centro di referenza e con l'Iss ed i successi ottenuti in Centri di eccellenza, come l'Ospedale Meyer di Firenze e l'Ospedale Niguarda di Milano - conclude De Filippo - sono estremamente incoraggianti».

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