M5S: niente riunione per evitare il caso Rodotà. Grillini da Casaleggio a scuola di tv

31 maggio 2013 ore 19:05, Francesca Siciliano
M5S: niente riunione per evitare il caso Rodotà. Grillini da Casaleggio a scuola di tv
Doveva esserci ma non c’è stata. Riunione notturna dei pentastellati di Camera e Senato saltata, dopo i malumori suscitati dalle bordate di Grillo contro Rodotà. Risultato: tra i cittadini-deputati il mal di pancia è aumentato
. Lo slogan “uno vale uno” sembra non esista più; qualsiasi mozione non gradita al Lider Maximo non viene neppure presa in considerazione, è il commento – a bocche cucite – che serpeggia tra i grillini delusi. Tanto che c’è chi parla già di “cerchio magico” e se la prende con quelli che definisce “gli yes man” di Grillo – alias Crimi, Lombardi & co.) - che hanno annullato tutto. Data della riunione? Da destinarsi. Motivo ufficiale dell’annullamento? Problemi logistici. La realtà dei fatti è ben diversa rivelano alcune fonti vicine al MoVimento: troppi mal di pancia, troppe “defezioni” (seppur ancora in embrione) che lasciano presagir tempesta. Molti grillini, infatti, starebbero ragionando all’idea di aprire un canale - magari non proprio alla luce del sole, come vuole la migliore tradizione a 5 Stelle - con una parte del Pd, quella di Civati ad esempio. Il contro-Movimento lanciato dalla Sicilia (Venturino il patron) , sembra abbia attratto poche anime-elette. Ma il problema c’è e si vede: «Il “cerchio magico” - dicono gli spifferi - continua a mettere la testa sotto la sabbia e a far finta di niente». La débacle dei 5 Stelle registrata alle amministrative ha “imposto” un cambio di rotta decisivo, che lascia poco spazio alla politica degli slogan e dei ‘no’ portata avanti finora. Gli italiani avevano visto nel MoVimento dell'ex comico genovese uno spiraglio per uscire fuori dalla partitocrazia e lasciarsi alle spalle una volta per tutte il Pd e il Cavaliere. E invece? L’ostinazione a non tradurre la messe di voti conquistati alle politiche in un’assunzione di responsabilità programmatica – in altre parole sporcandosi le mani e contaminare da dentro le politiche del governo – ha portato i pentastellati a sbattere la testa contro il governissimo di Letta. Colpa di Grillo? Secondo alcuni sì. Colpa di quel leader che ha perso la rotta, quel leader che si sente infallibile e che pretende di dettare la linea a tutti. Da un blog. «Avrebbe potuto dirlo prima che voleva fare un partito personalistico. Ci avremmo pensato due volte prima di aderire, prima di metterci a fare i suoi burattini», sibila un cittadino-eletto. Intanto, mentre il caos dilaga, in casa Casaleggio iniziano i corsi “di televisione” per grillini: una sorta di addestramento in vista delle eventuali apparizioni nei talk di Ballarò, Porta a Porta, o Servizio Pubblico. Una full-immersion settimanale, con tanto di prove (sottoporsi, ad esempio, a un fuoco incrociato di domande simulate che potrebbero sentirsi rivolgere i grillini), orari e un piano studi in piena regola. Per il resto si vedrà, domani è un altro giorno. L’importante è … studiare.
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